Chiari: malattie mentali, la sfida parte da Villa Mazzotti

da BRESCIAOGGI del 10 aprile 2001

A Chiari, nella stupenda villa Mazzotti, è mancato solo il beltempo alla festa organizzata dall'unità di psichiatria dell'Azienda ospedaliera Mellini di Chiari, dall'associazione "Nessuno è perfetto" e dalla cooperativa Isparo, per la giornata mondiale della salute mentale. La pioggia ha obbligato tutti nei saloni, favorendo l'incontro e la vicinanza tra le persone. Difficile dire quanti siano stati i presenti, l'andirivieni, la scelta di partecipare a singoli momenti in orario pomeridiano o serale, ha fatto alternare diverse centinaia di persone nei saloni fino al concerto conclusivo di Mauro Pagani, spostato dal parco al salone, con diverse centinaia di spettatori assiepate in ogni angolo.

Difficile distinguere nella folla il volontario, dallo spettatore, la persona affetta da disagio psichico e l'operatore sanitario. L'atmosfera ha come cancellato il distacco tra normali e ammalati, solo per alcune ore ma sufficienti a far capire che la differenza costruita da secoli di pregiudizi non è poi così evidente.

I bambini, numerosi, per cui erano stati preparati palloncini e dolci, si sono rivelati i più naturali nel superare senza diffidenze o paure le barriere. A conclusione il concerto di Mauro Pagani e della "Wha Wha band" ha perfezionato la giornata unendo tutti con l'universale linguaggio della musica. Mauro Pagani, clarense, ha ricordato come villa e parco fossero un sogno dei giorni d'infanzia: il luogo del mistero, violato con un paio di amici subito acchiappati "per le olane" e messi alla porta. Citando la nera macchina americana della contessa Mazzotti nella campagna che ne segnalava l'arrivo, Pagani si è detto felice che la proprietà fosse pubblica, aperta a tutti e ha iniziato visibilmente emozionato da questo esordio in casa, nel salone delle feste di un sogno.

Con la voce roca, alternando virtuosismi al violino, al bouzouki, al flauto ha ripercorso il suo viaggio musicale con tappe che hanno anticipato temi attuali come la musica etnica: mirabolante l'esecuzione di un pezzo degli anni ottanta, Europa Minor, su un motivo turco, lui l'ha definito "Turco bresciano", con il violino scatenato in ritmi ossessivi e velocissimi. Ricordando come il problema della salute mentale sia stato presente nella sua esperienza, Pagani ha presentato un brano del suo nuovo Cd "Psycho P", costruito sulla lirica di malato conosciuto in Liguria, che chiede disperatamente di essere accettato per quello che è.

Accompagnato da un brillante Max Gabanizza al basso, da uno scatenato Joe Damiani alla batteria e da Eros Cristiani, fisarmonica e tastiera, il chitarrista Giorgio Cordini si è esibito in un blues che ha introdotto alcuni brani di De Andrè tratti dal Cd "Creuza de ma'". Applausi scroscianti e richieste di bis hanno chiuso il concerto che sarà replicato, ha assicurato il cantante per gli stessi destinatari. Commentando la serata, Pagani ha detto: "Sono sempre molto contento di tornare e tornerò di sicuro: villa Mazzoti per me è sempre una grande emozione, legata ai ricordi e al mondo della mia infanzia. La giornata cui ho aderito è per chi ha un rapporto complicato con la vita come lo è stato per me". Giorgio Cordini: "Partecipare a questa giornata è una cosa molto più bella di quanto si possa immaginare, lo dico a ragion veduta avendo avuto qualche anno fa problemi in famiglia. Conoscevo solo di vista Andrea Materzanini, l'ho conosciuto meglio grazie a questa manifestazione e ritengo sia una persona di grande coraggio e umanità".

Max Gabanizza: "Le poesie di persone malate che ho potuto leggere sono veramente buone e per alcune direi che richiamano la poetica dei brani di De Andrè. Quanto al concerto ritorneremo di sicuro sperando nel bel tempo". Il dottor Andrea Materzanini al termine della giornata: "Non è la prima festa e non sarà l'ultima: la gente insieme crea un movimento che porta alla salute, gli operatori possono dare il meglio di sé ma da soli non bastano. Una festa come questa è la dimostrazione che si può aiutare chi soffre senza che questo costi fatica. Se soltanto la gente capisse che nel futuro sarà molto difficile che una famiglia passi assolutamente indenne attraverso la problematica della salute mentale sarebbe ovvio non occultare o negare il problema ma piuttosto approfondirlo, conoscerlo e accettarlo. La modalità della festa offre appunto la modalità per capire".

Giancarlo Chiari


 

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