Ieri, la giornata della "salute della psiche" promossa dall'Organizzazione mondiale della Sanità

dal GIORNALE DI BRESCIA di Domenica 8 aprile 2001

In Italia un milione di malati di mente

Una campagna d'informazione: "Contro il pregiudizio, il coraggio delle cure"

Denuncia dell'Oms: i manicomi rimangono la risposta egemone

NAPOLI - Sono oltre 400 milioni le persone che soffrono di disturbi psichiatrici gravi nel mondo. In Italia i disabili gravi sono circa un milione e gli ospedali psichiatrici, "che costano molto e non curano nulla", sono ancora la risposta egemone dei Paesi membri dell'Oms. I dati sono stati ribaditi a Napoli, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, dal prof. Benedetto Saraceno, responsabile per l'Organizzazione mondiale della Sanità del settore, che però ha posto l'accento sulla necessità di cambiare radicalmente strategia nella lotta al disagio psichico e fondarla sulla lotta all'esclusione sociale. "La malattia psichiatrica grave come la schizofrenia o altre patologie - spiega Saraceno - non sono caratterizzate dal censo o dalle classi sociali. Questo è un dato consolidato. Ciò che però varia da Paese a Paese è la risposta che si dà a questo problema. Grandi nazioni come ad esempio gli Stati Uniti, sono ancora inadeguati rispetto ai rimedi da fornire ai pazienti". Secondo il responsabile dell'Oms per la salute mentale la strategia da perseguire in tutto il mondo è quella di combattere l'esclusione sociale dei pazienti psichiatrici. "Il no alla esclusione sociale - aggiunge il prof. Saraceno - è preliminare a qualsiasi sì alla cura". No, quindi secondo l'Oms ai manicomi o alle forme manicomiali residue, no alla ghettizzazione, no ad un esclusiva terapia farmacologica. "Quello di cui abbiamo bisogno - osserva Saraceno - non è tanto lo sviluppo sosfisticato di nuovi saperi psichiatrici o quale sarà la molecola magica che risolverà i problemi. Questo non interessa all'Oms: i saperi che esistono oggi sono più che sufficienti. La stretegia dell'Oms è legata invece alla questione delle barriere. Quello che vogliamo chiarire è come mai pur sapendo che l'ospedale psichiatrico costa molto, cura nulla, fa male alla vita di tutti, è ancora la risposta egemone. Ed ancora: perchè, pur sapendo da anni che la somministrazione dei farmaci più la riabilitazione produce meno cronicità, tutti i servizi psichiatrici del mondo erogano solo farmaci. Abbiamo passato 20 anni a classificare le malattie mentali. Mi auguro che per i prossimi 20 anni l'Oms possa classificare queste barriere e capire come mai qualcosa come i manicomi, che tutti hanno capito che fa male, resista ancora nel mondo".

ROMA - Con il patrocinio del Ministero della Sanità, si è celebrata ieri anche in Italia la Giornata Mondiale della Salute Mentale promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Obiettivo dell'iniziativa, il cui slogan è "contro il pregiudizio, il coraggio delle cure", è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi relativi alla salute mentale, fornendo alla popolazione un'informazione equilibrata sui disturbi mentali, sulle cure disponibili, sull'organizzazione dei servizi e sui diritti delle persone affette da tali patologie. In Italia - dove i malati mentali gravi, dagli schizofrenici agli autistici sono da 600 mila a un milione (e arrivano a dieci milioni le persone che vivono situazioni più o meno temporanee di disagio mentale e di depressione) - le iniziative di sensibilizzazione ed informazione sono coordinate dai Centri Collaboratori Italiani dell'Oms, dalla Società Italiana di Psichiatria e dall'Unione nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale. Riguardano una campagna di stampa sui principali temi della salute mentale; visite guidate a numerosi centri di salute mentale e laboratori di ricerca in tutte le regioni italiane; iniziative col mondo dello sport. I disturbi mentali sono molto diffusi nella popolazione. A prescindere dal loro livello di gravità, sono sempre causa di disagio sia per i pazienti che ne sono colpiti sia per i loro familiari, in quanto fonte di sofferenza e disabilità. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo il 40% dei Paesi non ha un progrmma per la lotta alla salute mentale, il 30% non ha leggi specifiche, il 25% non ha i tre farmaci base per la lotta alle principali malattie (antidepressivi, ansiolitici, neurolettici), il 42% spende meno dell'uno per cento del budget sanitario per la salute mentale. Sempre secondo stime dell'Oms disturbi d'ansia e quelli affettivi sono tra le dieci patologie più diffuse nel mondo. Per la maggior parte dei disturbi mentali, oggi, sono a disposizione cure più efficaci rispetto al passato. Per la casistica relativa agli effetti delle cure, il quadro che emerge è piuttosto confortante: nella depressione i risultati delle terapie consentono un miglioramento nel 70-80% dei casi; i disturbi d'ansia migliorano nel 60-80% dei casi; per quanto riguarda la schizofrenia si registra un miglioramento nel 50-70% dei casi; nell'anoressia e bulimia nervosa si ha un miglioramento o una risoluzione persistente nel 50-80% dei casi. Negli ultimi 20 anni - secondo il Ministero della Sanità - lo sviluppo di una rete di servizi estesi a tutto il territorio ha portato l'Italia ad essere uno dei Paesi all'avanguardia nel campo della salute mentale.

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