Affettività e handicap Lezioni a Desenzano

30 marzo 2001 - DESENZANO - Sessualità ed handicap è il tema del corso di aggiornamento (il diciannovesimo) promosso dall'Anffas, l'associazione di Desenzano che opera nel basso Garda su un'area che interessa ben 11 comuni rivieraschi e dell'entroterra. Il titolo sottolinea uno dei principali intenti di chi opera a favore delle persone disabili: migliorare cioè la qualità della vita. Il naturale emergere della sessualità nelle persone con ritardo mentale - scrive il presidente Gianfranco Bertolotti nell'invito al corso - è spesso negato o represso. Vengono infatti relegate queste persone ad essere eterni bambini incapaci di controllare i propri impulsi. La sessualità, pur essendo una delle espressioni più profonde dell'essere umano, viene spesso esclusa dai progetti educativi. Tuttavia la bellezza e, talvolta la drammaticità, con le quali si impone all'attenzione dei genitori e degli educatori esprime la necessità di interventi che non si limitano a tamponare situazioni di crisi, ma che si integrino nella programmazione educativa soprattutto con finalità preventiva. La ricerca di percorsi verso la realizzazione della sessualità nell'handicap e l'atteggiamento educativo che possa facilitarli potrebbe contribuire a ridurre piccoli e gravi disagi. L'appuntamento è per il 30 e il 31 marzo nella sala convegni dell'ospedale di Desenzano. Il relatore del convegno è il dott. Fabio Veglia, psicologo, psicoterapeuta, docente di psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale all'Università di Torino

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