Depressione: gli anziani di Gussago tornano... all'università

da IL GIORNALE DI BRESCIA del 28 febbraio 2001

Il quarto corso di formazione organizzato dal Richiedei

GUSSAGO - Anziani di Gussago riprendete carta e penna. Dal due marzo incomincia il quarto corso di formazione dell'Università per Anziani, organizzato dall'Opera Pia Richiedei con la collaborazione degli Assessorati alla cultura ed ai servizi sociali del Comune ed il Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia. Argomento dei primi tre incontri del 2001 sarà "la cura del dolore dell'anima", che ancora una volta si pone nell'ottica della prevenzione e dello star bene. È importante secondo gli organizzatori proporre tematiche che aiutino chi ha qualche capello bianco in più a riconoscere le malattie, e ad affrontare i disagi con serenità. I corsi ideali per l'Università della Terza Età, sono rivolti a tutti i cittadini che desiderano continuare a stare bene con sè stessi e con gli altri, anche nel momento in cui si trovano ad affrontare questa fase della vita. Venerdì 2 marzo alle 15 presso la sala civica Camillo Togni il sindaco Bruno Marchina introdurrà il corso. Prenderà poi la parola il professor Marco Trabucchi, del Gruppo Ricerca Geriatrica, sul tema "Malinconia, paura ed ansia: quando diventano malattia". Giovedì 8 marzo i dottori Carlo Gozio e Simone Franzoni, rispettivamente neuropsichiatra e geriatra, affronteranno il tema "Gli antidepressivi: aiuto indispensabile?". Chiuderanno il ciclo di lezioni le dottoresse Alessandra Pezzini, psicologa, e Luigina Scaglia, geriatra, che parleranno di "medicine alternative nella cura della depressione". Per il 2001 gli anziani interessati non ripongano nel cassetto il loro quaderno degli appunti, perchè è già in programma un quinto corso di formazione, nel quale saranno affrontate tematiche di più largo respiro, legate ad argomenti nei quali gli anziani possono continuare a riconoscersi, come la storia nazionale e locale, le tradizioni, l'arte, per far sì che gli anziani possano continuare a prendersi cura del ricordo, mantenendo attiva la memoria. Daniela Zorat

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