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Handicap e lavoro: l'Asl opera in accordo coi Cfp |
dal GIORNALE DI BRESCIA del 10 febbraio 2001
L'Asl di Brescia, attraverso il Servizio Area disabilità e handicap, e i responsabili dei corsi Formazione lavoro allievi disabili e della Formazione professionale ha firmato un protocollo per regolamentare e seguire l'accesso dei disabili ai Centri formazione professionale e il loro inserimento nel mondo del lavoro. Si tratta d'un passo avanti che ha coinvolto tutti i sei Cfp della provincia con corsi di questo tipo (Brescia, Rezzato, Villanuova s/C, Chiari, Iseo, Toscolano Maderno). "È la prima volta che vengono definite le competenze univoche per tutta la provincia - spiega la dott. Maria Rosaria Venturini, del Servizio disabilità dell'Asl -. Ma l'importanza dell'accordo sta anche nello stabilire continuità operativa tra formazione e servizi, perchè il disabile non subisca interruzioni di progetti. Ciò significa che la scuola lo prepara al lavoro e poi noi, attraverso i Nuclei inserimenti lavorativi, gli troviamo un posto". Uno dei punti su cui è centrato questo accordo riguarda il tipo di formazione impartita. "Quello che ci interessa di più non è tanto insegnare una specifica professione - precisa il dott. Giuseppe Bulgarini, direttore sociale dell'Asl di Brescia -, ma far crescere nel disabile la capacità di lavorare. Se non si opera in questa direzione il rischio è quello di trasformare queste scuole in parcheggi nei quali il disabile si limita a passare il proprio tempo". Il percorso formativo prevede due cicli annuali, fino a un massimo di otto (4 anni). Durante l'anno scolastico ci saranno almeno due incontri tra gli operatori del Centro di formazione professionale e quelli dell'Équipe operativa handicap di riferimento territoriale, presente la famiglia. Al termine dell'anno scolastico, poi, il Cfp invia una relazione che sintetizza i punti focali dell'intervento di formazione.