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CANNABIS: RISCHI MA ANCHE NUOVE POSSIBILITA' TERAPEUTICHE |
Reuters Health 2/2/2001
Nell'ultimo numero del British Journal of Psychiatry per adesso disponibile solo su internet e non più gratuitamente come lo era fino a gennaio si tratta diffusamente della cannabis. L'agenzia Reuters riporta a questo proposito due interviste. La prima è a Ashton Heather, professore all'università di Newcastle il quale afferma che "..la cannabis agisce su quasi tutti i sistemi dell'organismo. Essa combina molti delle proprietà dell'alcool, tranquillanti, oppiacei e allucinogeni." Riporta i dati di una ricerca eseguita in Gran Bretagna dalla quale risulta che il 60% degli studenti universitari ha fatto uso almeno uno volta di cannabis e il 20% la usa regolarmente. Alcuni di essi hanno ammesso di fumare almeno 12 spinelli al giorno!. Sebbene la maggior parte usi la cannabis occasionalmente per l'effetto euforico, l'uso continuativo produce difficoltà nella memoria, nell'attenzione e nel processamento di informazioni comlplesse, sempre Ashton afferma che "l'origine dei problemi cognitivi non è chiara" e alcuni utilizzatori possono sviluppare tolleranza e dipendenza similmente all'uso di oppiacei o alcool. L'uso della sostanza inoltre aumenta il rischio di sviluppare bronchiti o enfisema. Fumare 3 o 4 joint al giorno equivale a circa 20 sigarette.
Lo psichiatra Philip Robson dell'Università di Oxford, sempre sullo stesso numero della rivista, mette a fuoco i possibili benefici della cannabis che, tradizionalmente, è stata utilizzata nella cura della malaria, dolori reumatici, dolore da parto e anche nell'insonnia, asma e gotta. I THC, la sostanza attiva, può alleviare i vomito e la nausea nei pazienti affetti da tumori maligni e ridurre il dolore muscolare nella sclerosi multipla e stimolare l'appetito riducendo la perdita di peso nei pazienti tumorali. In una intervista telefonica Robson afferma che "la cannabis è utilizzabile in molteplici condizioni. Vi sono un certo numero di evidenze scientifiche in questa direzione, ma spesso sono aneddoti in quanto è molto difficile fare ricerche su una sostanza illegale..vi è tuttavia consenso sul fatto che queste sostanza sono davvero poco studiate per una gamma di condizione mediche in cui i trattamenti standard sono davvero poco efficaci". Sempre Robson ammette che ci sono degli effetti aversi ma sono davvero poca cosa rispetto egli effetti tossici di molti farmaci di uso comune.