![]() |
"Sospendiamo l'elettroshock" A motivazione della richiesta, la sua "inefficacia terapeutica" Segue un commento della redazione |
dal GIORNALE DI BRESCIA del 20 Gennaio 2001
In Regione presentato un progetto di legge dai consiglieri del centro-sinistra
In certi casi, è ancora usata la terapia elettroconvulsivante
Sono trascorsi oltre sessant'anni da quando, nel 1938, venne applicato il primo elettroshock nella Clinica di malattie nervose e mentali di Roma su uno schizofrenico. L'atmosfera, allora, era quella delle grandi imprese scientifiche: dominava una vecchia idea secondo la quale il matto doveva morire e poi rinascere, con la speranza che nel ritorno alla vita non fosse più accompagnato dal demone della follia. Da allora, di elettroshock - così come di psichiatria in generale - si è parlato molto. Ed anche molto polemizzato. Uno degli ultimi approfondimenti in materia è stato quello stimolato dalla decisione del Consiglio superiore di sanità di approvare - era l'aprile 1996 - la terapia elettroconvulsivante come possibile strumento terapeutico. Nel dicembre dello stesso anno l'allora ministro della sanità, Rosy Bindi, diede l'avallo alla decisione del Consiglio. Ed è decisione di questi giorni la decisione di presentare in Regione Lombardia un progetto di legge che introduca la sospensione cautelativa per l'elettroshock. Il progetto è stato presentato dai consiglieri del centro-sinistra Bassoli, Biscardini, Bragaglio, Danuvola, Galperti, Lombardi, Monguzzi, Porcari e Tam. Un'iniziativa che è stata sollecitata da numerose associazioni, tra queste il Comitato dei cittadini per i diritti dell'uomo: "A distanza di anni dalla sua introduzione, l'elettroshock classico o modificato - si legge in un comunicato -, resta il metodo di cura delle psicopatologie più controverso quanto ad efficacia terapeutica, al punto che esso è ormai apertamente avversato da gran parte della comunità scientifica internazionale. Sono pure documentati i casi di abuso e i decessi verificatisi, nonchè i danni all'integrità del paziente che la terapia molto spesso comporta: lesioni cerebrali e al sistema nervoso, perdita di memoria e di identità, con la conseguente invalidazione intellettiva e sociale. Il trattamento - si legge ancora nel testo a sostengo del progetto di legge -, oltre ad essere degradante per la dignità del paziente che lo subisce, rischia dunque di comprometterne la qualità della vita e certamente ne compromette la reintegrazione nella società, cioè la finalità stessa dell'azione terapeutica". Secondo la letteratura scientifica in materia - come sottolineano alcuni psichiatrici che utilizzano la terapia elettroconvulsivante -, tale pratica è suggerita nei casi di depressione grave, resistente alle terapie farmacologiche e con inibizione psicomotoria. I consiglieri regionali che hanno presentato il progetto di legge per la sospensione di tale pratica sollecitano l'istituzione di un Osservatorio regionale per la tutela della salute mentale, indipendente da quello nazionale, formato da esperti in campo scientifico e medico, a cui rimettere, dopo una accurata indagine conoscitiva, la valutazione dell'efficacia della Tec (terapia elettroconvulsivante). In attesa dell'esito di tale indagine, gli stessi consiglieri chiedono "che nel frattempo venga cautelativamente sospesa ogni applicazione della Tec - la terapia continua ad essere praticata in strutture pubbliche e private, anche se da alcune indagini emerge che non vi sono ancora sufficienti garanzie per il rispetto della dignità del paziente - e chiedono di vietare qualsiasi intervento chirurgico che si è già dimostrato, altre ogni dubbio, essere causa di danni organici permanenti che privano il paziente della propria autoconsapevolezza e dingità, quali appunto la lobotomia prefrontale e transorbitale e altri interventi simili di psicochirurgia". a. d. m.
Commento della redazione: la terapia elettroconvulsivante (ECT) é stata sicuramente usata in passato in molti casi senza la necessaria documentazione scientifica della sua efficacia, così come molte altre pratiche di non provata efficiacia e ad alto rischio di danno (per esempio il come insulinico).
Per tale motivo l'ECT e diventato il simbolo di una opposizione alla psichiatria dal "volto non umano", "oppressiva" e "degradante della dignità della persona", con una forte valenza ideale e ideologica.
L'utilizzo di farmaci sempre più efficaci ha ridotto moltisssimo le indicazioni dell'ECT nella pratica clinica, mentre sono aumentati gli studi di efficacia * che hanno smentito molte delle indicazioni del passato, confermandone invece l'efficiacia nella depressione maggiore, resistente alla terapia farmacologica (pochissimi casi su un grande numero). Grave sarebbe impedire l'effettuazione di una terapia efficicie nei pochi casi in é indicata.
Sicuramente é condivisibile la proposta di istituire una commissione per valutare i casi da sottoporre all'ECT, meglio ancora sarebbe se anche l'effettuazione degli stessi trattamenti, anziché delegati alle strutture private, venissero effettuati presso strutture pubbliche individuate ad hoc.
LA REDAZIONE DI LSC