VERONESI;MANICOMI CRIMINALI,CHIUDERLI O RIFORMA

VERONESI: La volontà del malato va rispettata

BOLOGNESI, TROPPO SPESSO OSPEDALIZZAZIONE

LUPO, VERONESI TACE SU QUESTIONI CRUCIALI

FAMILIARI, CURE ANCHE A CHI NON LE VUOLE

GHIGO,POSSA CONTARE ALMENO SU 5% FONDI SANITARI

COMITATO BIOETICA, MALATI HANNO DIRITTO AL SESSO

VERONESI, PROBLEMA TOCCA UNA FAMIGLIA SU DUE

IN ITALIA 10 SUICIDI AL GIORNO, PIÙ FRA DONNE

VERONESI sulla chiusura degli ospedali psichiatrici pubblici

MONTALCINI, LEGGE 180 ECCELLENTE MA INATTESA

VERONESI: La volontà del malato va rispettata -

(ANSA) - ROMA, 10 GEN - La volontà del malato va rispettata anche quando si tratta di un malato psichiatrico e la regola non può essere infranta: il ministro della Sanità, Umberto Veronesi, risponde così alle richieste delle famiglie di rafforzare il meccanismo dei trattamenti sanitari obbligatori, annunciando nuovi fondi per la ricerca sulle malattie mentali. Il ministro ha però compreso le difficoltà delle famiglie e di fronte ai cartelli delle associazioni sollevati durante l'apertura dei lavori della Conferenza nazionale sulla salute mentale per chiedere "Fatti non parole" ha spiegato: "mi disturbano molto perché sono veri". Tuttavia, secondo Veronesi, la legge 180, criticata dalle associazioni, funziona. "È una legge straordinariamente avanzata" ha spiegato, ammettendo però che si può fare ancora molto, come nel caso della ricerca. Il ministro ha infatti deciso di assegnare agli studi in questo settore una considerevole quota dei fondi a disposizione per la ricerca: "le cellule staminali e la salute mentale - ha spiegato - sono al primo posto nel piano per la ricerca" che in questi giorni sta approntando. Tuttavia il no ad un rafforzamento dei trattamenti sanitari obbligatori è arrivato anche dagli esperti. Massimo Cozza, coordinatore delle consulta nazionale sulla psichiatria ha spiegato che questo tipo di risposta sarebbe "totalmente sbagliata". Riporterebbe, secondo Cozza, l'assistenza indietro su un logica manicomiale di esclusione e ghettizzazione. Sarebbe preferibile, sempre per Cozza, intervenire sull'assistenza. Sono 31.000 gli operatori che si occupano di questi malati, ha spiegato, ma ne mancano ancora 7.000, di cui la metà infermieri. (ANSA).

 

VERONESI;MANICOMI CRIMINALI,CHIUDERLI O RIFORMA

(ANSA) - ROMA, 10 GEN - I manicomi criminali vanno chiusi o riformati: a pensarla così è il ministro della Sanità, Umberto Veronesi che alla conferenza nazionale sulla salute mentale ha annunciato un documento elaborato con il ministro della Giustizia, Piero Fassino, nel quale si solleva la questione generale dell'assistenza in questi istituti. Veronesi, alla conferenza nazionale sulla salute mentale, ha ammesso che si tratterà di un percorso non facile ma secondo il ministro medico la "tendenza coercitiva legata alla prigione" mal si sposa con le necessità terapeutiche. Grave anche, sempre per il ministro, la situazione degli operatori che lavorano all'interno di queste strutture. I manicomi giudiziari sono regolati da una legge che risale al 1930 ed in tutto, in 6 istituti, sono ricoverate seimila persone. (ANSA).

 

BOLOGNESI, TROPPO SPESSO OSPEDALIZZAZIONE

 

(ANSA) - ROMA, 10 GEN - "Oggi il trattamento sanitario obbligatorio è troppo spesso un'ospedalizzazione ad alto tasso farmacologico". Lo ha detto Marida Bolognesi, presidente della commissione Affari sociali della Camera, intervenendo alla Conferenza nazionale sulla salute mentale.

"È un'occasione sprecata - ha proseguito Bolognesi - per conoscere a fondo il paziente, esprimere una diagnosi e agganciarlo in un percorso terapeutico volontario e di accompagnamento alle famiglie". Il momento di "maggiore sofferenza - ha aggiunto - per le famiglie delle persone con disturbi mentali è rappresentato dall'esplosione del disturbo e dal rifiuto delle cure da parte del paziente".

Riferendosi poi a quanto emerso dall'indagine conoscitiva sulla chiusura degli ospedali psichiatrici svolto dalla sua commissione, ha inoltre detto che "per i ritardi accumulati nell'attuazione si impone la proroga della scadenza del Progetto Obiettivo, ma le Regioni e le Asl debbono garantire da subito l'erogazione dei fondi previsti per la realizzazione dei Dipartimenti di salute mentale e per il loro collegamento con la rete della medicina di base. Lo considero - ha aggiunto - passaggio imprescindibile per il superamento dei problemi ancora aperti e denunciati da operatori, pazienti e famiglie".

"Il percorso comune di questi anni - ha concluso Bolognesi - é testimone prezioso di un metodo di lavoro sulla salute mentale che non deve terminare con il nostro mandato, ma che passiamo alla prossima legislatura".(ANSA).

 

LUPO, VERONESI TACE SU QUESTIONI CRUCIALI

(ANSA) - NAPOLI, 10 GEN - Psichiatria Democratica critica l'intervento del ministro della Sanità alla prima conferenza nazionale per la salute mentale, accusando Veronesi di aver taciuto su questioni ritenute cruciali. Il segretario nazionale Emilio Lupo contesta anche alcune valutazioni del ministro sugli ospedali psichiatrici giudiziari.

"Ci saremmo aspettati - afferma Lupo - che il ministro facesse della conferenza un momento centrale per fare il punto della situazione tenendo nel debito conto le esperienze di lavoro qualificato e le innovazioni introdotte. Così non è stato e ciò ci preoccupa". Secondo il segretario di Psichiatria Democratica, Veronesi "tace perfino sul grande lavoro che in questi anni il Parlamento e il Governo hanno effettuato nel campo della salute mentale in sintonia con le centinaia di esperienze positive nate in tutta Italia". Psichiatria Democratica esprime inoltre perplessità sulla tesi "secondo cui bisogna puntare sull'erogazione di prestazioni qualificate negli ospedali psichiatrici giudiziari", affermando che dopo il varo della legge 180, l'esistenza degli Opg la rende 'una sorta di 'Grande incompiutà". "Dal canto nostro - spiega Lupo - lavoreremo perché si costruisca per il prossimo Parlamento una piattaforma che garantisca continuità e sviluppo al lavoro effettuato finora",

Psichiatria Democratica individua nelle regioni le sedi in cui "attraverso atti amministrativi concreti possa realizzarsi il progetto-obiettivo 'Tutela salute mentalé, che altrimenti resterebbe strumento solo teorico e perciò non utile". "Lo stesso impegno - sottolinea il segretario nazionale - spenderemo perché sia erogata la quota di almeno il cinque per cento del fondo sanitario da destinare alla salute mentale. Nel contempo riconosciamo il ruolo fondamentale dei Comuni, che dovranno avere sempre di più un piede nel sociale se vorranno avere identità e funzione produttiva nella lotta al disagio mentale".

"Ci auguravamo di sbagliarci - sottolinea Emilio Lupo - ma i primi passi confermano che la conferenza è sotto tono e si avvia a dimostrarsi deludente. Lo scatto del ministero rispetto a una psichiatria ancora chiusa in se stessa e preda di tentazioni tecnicistiche non c'è stato. Non è un buon segno. Non c'è da esserne soddisfatti". (ANSA).

 

FAMILIARI, CURE ANCHE A CHI NON LE VUOLE

 

(ANSA) - ROMA, 10 GEN - I familiari dei malati di mente chiedono aiuto, si spingono a sostenere una riforma della legge 180 e pensano che sia necessario intervenire con più forza nei trattamenti sanitari obbligatori. Le associazioni presenti alla prima conferenza nazionale sulla salute mentale hanno alzato cartelli per chiedere "Fatti",raccontato storie di solitudine.

Applaudita e ascoltata con interesse Maria Luisa Zardini dell'Arap, l'associazione per la riforma dell'assistenza psichiatrica. "Mia figlia si è ammalata di schizofrenia a 18 anni - ha raccontato - parlava, parlava, ma le sue parole erano un'insalata senza significato. Non sono mai riuscita a farla curare". L'unico tentativo di passare ad una terapia è avvenuto a Londra. "La trovarono dentro una casa abbandonata - ha ricordato la madre - e venne diagnosticata per la prima volta la sua malattia. Venne curata per mesi con farmaci che funzionarono ma una volta tornata a casa tutto tornò come prima". L'ultimo incidente della giovane risale a pochi giorni fa: "ha rifiutato un ricovero in ospedale ma poi ha vagato senza che nessuno sapesse dove stava per due giorni fino al momento in cui è stata trovata dalle forze di polizia". Zardini, impegnata nell'associazione, non si ritiene neanche particolarmente sfortunata. "Ci sono famiglie che stanno peggio di me - ha raccontato - con due figli nelle stesse condizioni della mia. Ma è non ci si può trincerare dietro alla libertà di cura che in questi casi è pura ipocrisia". Molti malati, ha infatti raccontato, sono diventati cronici a causa della mancanza di interventi precoci e per la mancanza di continuità. "Non si possono affidare le cure - ha concluso il suo intervento fra gli applausi - a chi non può capire la sua malattia". (ANSA).

 

GHIGO,POSSA CONTARE ALMENO SU 5% FONDI SANITARI

(ANSA) - ROMA, 10 GEN - "Sottoporrò alla prossima Conferenza delle Regioni la riconferma dell'impegno assunto, in sede di approvazione del Progetto Obiettivo nell'aprile del 99, di destinare almeno il 5% dei Fondi Sanitari regionali del 2001 per le attività dei Dipartimenti di Salute mentale". Lo ha detto Enzo Ghigo, Presidente della Conferenza delle Regioni, intervenendo alla giornata di apertura della prima Conferenza Nazionale per la Salute mentale. "Inoltre - ha aggiunto - sarà forte l'impegno delle Regioni alla definizione, nonché alla verifica, di programmi mirati e specifici nel settore, sulla base delle risorse, dei modelli organizzativi e degli interventi più idonei e più efficaci in ogni comunità locale".

Nel suo intervento, Ghigo ha anche affermato l'intenzione di proporre alla Conferenza delle Regioni la istituzione delle Conferenze Regionali per la Salute mentale "che dovrebbero costituire - ha spiegato - un momento di organizzazione, di programmazione e di raccordo delle azioni e delle risorse nelle singole Regioni. Dovranno essere realizzate specifiche politiche di tutela della Salute mentale che abbiano al centro dell' intervento i bisogni del paziente e che operino in stretta connessione con altri soggetti della Comunità sociale e territoriale sia pubblici che privati".

"L'obiettivo comune - ha aggiunto - è il raggiungimento della prevenzione, della cura e della riabilitazione della persona con disturbi mentali, fino al suo reinserimento nel mondo del lavoro".

Tutto questo, ha rilevato ancora il Presidente del Piemonte e della Conferenza delle Regioni, "non dimenticando che mediamente il 70% del bilancio di una Regione è rappresentato dalle voci legate all'assistenza socio-sanitaria, e che si va affermando un concetto nuovo di sanità, di politica sanitaria".

"Il diritto alla salute - ha spiegato - si configura sempre più come 'aspirazione al benesseré. E ritengo che la tutela della salute mentale, proprio per la drammaticità delle situazioni che devono essere prevenute, curate e sostenute, meglio si presti per capire più profondamente cosa vuol dire impegnarsi per l'affermazione di un nuovo imperativo e fondamentale diritto di libertà: il diritto a star bene".

"Penso ad esempio - ha spiegato Ghigo - al diritto alle terapie antidolorifiche, al sostegno farmacologico sotto stretto controllo medico, alle misure di sostegno alle famiglie che assistono i malati psichici. Occorre dar luogo oggi a quel 'Patto per la Salute mentalé previsto dallo stesso Progetto Obiettivo. Un Accordo fra i vari attori sanitari e sociali, pubblici e privati, Enti locali ed Associazioni per valorizzare al massimo le risorse finanziarie ed umane presenti sul territorio. Le Regioni devono essere protagoniste di un percorso programmatico e riorganizzativo del settore, e sono già impegnate a realizzare sul territorio le strutture per interventi indispensabili come l'istituzione nelle Aziende Sanitarie dei Dipartimenti di Salute Mentale. Dipartimenti che già oggi possono contare su una rete capillare. E quindi necessario - ha concluso - fondare gli interventi sulle esigenze della persona malata, spostando la regia dal centro alle Regioni ed agli Enti locali". (ANSA).

 

COMITATO BIOETICA, MALATI HANNO DIRITTO AL SESSO

(ANSA) - ROMA, 10 GEN - La salute mentale "è gestita faticosamente dalle persone che ne soffrono e "spesso" i casi gravi sono lasciati al carico della famiglia. Lo rileva il Comitato nazionale per la bioetica (Cnb) in un documento sulla salute mentale diffuso alla Conferenza sulla salute mentale.

Il Cnb richiama le Regioni ad un "intervento più forte per un rinnovato impegno sul punto cruciale del disagio" e raccomandaper i pazienti psichiatrici il riconoscimento del diritto alla sessualità. Un diritto che andrebbe sostenuto "pur nell'opportunità di studiare modalità di intervento per l'informazione e la responsabilizzazione nei confronti della loro vita sessuale". A suo avviso, in tema di salute mentale andrebbe anche rivisto il sistema dei ticket sui farmaci, promossa una campagna nazionale periodica di lotta al pregiudizio, definire i parametri nazionali di accreditamento per le strutture per la salute mentale. "Per ovviare alle condizioni di abbandono delle situazioni gravi ed in generale sull'assistenza psichiatrica ed alla cronica carenza di risorse umane, strutturali e finanziarie, è indispensabile - afferma il Comitato - un intervento forte da parte delle Regioni per un rinnovato impegno sul punto cruciale del disagio, dando un segnale positivo alle famiglie ed all'opinione pubblica. La gran parte dei problemi inerenti alla salute mentale è gestita faticosamente dalle persone che ne soffrono, da sole, in famiglia, con i pari, con i medici di medicina generale, nel circuito dei medici e degli psicologi privati e nelle dimensioni della religiosità popolare dove la ricerca della salvezza è anche speranza di riconquistare la salute". Il Cnb rileva che "spesso i Dipartimenti di salute mentale (Dsm) non si facciano adeguatamente carico, nella loro complessità e per la loro durata, delle situazioni 'gravì finendo con l'abbandonarle o alle famiglie o al circuito assistenziale povero di risorse quando non francamente neo-manicomiale". Infine, un altro richiamo rivolto dal Cnb ai dirigenti e dei manager delle Asl, affinché "si assumano la responsabilità della 'presa in caricò" della gestione della malattia mentale.

 

VERONESI, PROBLEMA TOCCA UNA FAMIGLIA SU DUE

(ANSA) - ROMA, 10 GEN - I disturbi mentali coinvolgono dieci milioni di pazienti e tocca la metà delle famiglie italiane, con un corredo pietoso di disagi: il ministro della Sanità Umberto Veronesi ha così aperto la prima conferenza nazionale per la salute mentale, in corso a Roma, alla presenza del presidente del Consiglio Giuliano Amato.

"Il problema è un problema che non si può ignorare - ha detto il ministro - e che porta con se un pesante carico economico: nell'ultimo anno il servizio sanitario nazionale ha speso mille miliardi solo per il rimborso dei farmaci".

Dalla legge di chiusura dei manicomi ad oggi sono trascorsi esattamente 22 anni, ha ricordato Veronesi, durante i quali la psichiatria italiana ha fatto innegabili progressi. Tuttavia "il malato mentale è privato del gusto e del sapore della vita - ha aggiunto - condannato a trascorrere anni nella comunità, senza autonomia, senza anima". Molti i problemi ancora irrisolti e sei i grandi temi individuati da Veronesi.

Il primo di questi è lo stigma che ancora investe "con un' ombra triste di distacco e di isolamento non solo il malato ma tutta la sua famiglia". "Mancano poi - ha proseguito il ministro - le risorse destinate alla formazione del personale e alla ricerca scientifica".

Per Veronesi è necessario affrontare il disagio e la malattia attraverso equipe che coinvolgano tutti gli operatori, ma solo all'interno di un progetto globale di tutela della salute mentale. Fondamentale, inoltre, il ruolo della famiglia e il contributo delle associazioni dei familiari dei malati. (ANSA).

 

IN ITALIA 10 SUICIDI AL GIORNO, PIÙ FRA DONNE

(ANSA) - ROMA, 10 GEN - Dieci suicidi al giorno: questo il bilancio italiano di un fenomeno che è anche indicatore di malattia mentale. Lo ha sottolineato dal ministro della sanità Umberto Veronesi alla conferenza sulla salute mentale. Complessivamente, i suicidi nel 1999 sono stati 3.000 e 3.400 i tentativi di suicidio. Numeri drammatici ed allarmanti che per fortuna fanno registrare un lieve calo: nel 1997 i suicidi erano stati 3.500, altrettanti i tentativi; nel 1998, 3.400 e i tentativi 3.500. A ricorrere a questo estremo gesto sono soprattutto le donne e le persone anziane; il 35% ha oltre 65 anni, il 29% un'età fra 45-64 anni. Il 7% sono giovani con età fra 17 e 24 anni.

I disturbi mentali - ha proseguito il ministro - riguardano un miliardo di persone nel mondo (la metà per nevrosi e stress) e rappresenta il 10% del costo sanitario nei paesi industrializzati, di poco inferiore alle malattie cardiovascolari (11%) e ben più dei tumori (6%).

In Italia, i disturbi psichiatrici sono un problema per oltre 10 milioni di persone e coinvolge una famiglia su due (il 47,7%); quasi 7 milioni di questi malati sono donne. In particolare, si tratta di disturbi legati alla sfera affettiva (37,8%), a problemi di ansia (37,2%), di somatizzazione (5,8%), di controllo degli impulsi (3,6%), del sonno (3,5%). Nel nostro paese, la spesa farmaceutica stimata per affrontare questo tipo di problema è di mille miliardi, di questi 412 miliardi riguardano analgesici oppiacei, antiemicranici, antiepilettici, antiparkinson; oltre 300 miliardi si spendono per medicinali antidepressivi e 294 per antipsicotici..

 

VERONESI sulla chiusura degli ospedali psichiatrici pubblici,

(ANSA) - ROMA, 10 GEN - Il ministro Veronesi ha inoltre riferito che dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici pubblici, l'89% dei malati è stato inserito in residenze. Le persone ancora ricoverate sono 81 nelle strutture pubbliche, 1.629 in quelle private convenzionate. All'inaugurazione della Conferenza è intervenuta anche Livia Turco, ministro per la solidarietà sociale, che ha ribadito la necessità di affrontare il disagio della salute mentale in termini globali, sociali e sanitari insieme, ed ha sottolineato ha poi sottolineato quanto si senta "a disagio, di fronte ai problemi delle famiglie dei malati, dire 'purtroppo su questo non ho competenzà". In tal senso, la riforma dei servizi sociali, da poco approvata, sarà un forte contributo. Fra l'altro è in preparazione il Piano sociale nazionale: "lo vogliamo entro la legislatura - ha detto - Daremo così gli standard sociali uguali su tutto il territorio nazionale. Daremo alle Regioni ed alle Asl un quadro di riferimento certo. Sarà chiaro 'il chi paga che cosà". (ANSA).

 

MONTALCINI, LEGGE 180 ECCELLENTE MA INATTESA

(ANSA) - ROMA, 10 GEN - La legge Basaglia è stata una "legge eccellente ma inattesa per oltre venti anni". Il giudizio su una legge spesso al centro di polemiche è del Nobel Rita Levi Montalcini a margine della Conferenza sulla salute mentale.

Un'iniziativa, quella della conferenza, che dice di apprezzare molto perché "finalmente si prende sul serio il tragico problema delle malattie mentali. È il seguito di un' eccellente legge che è stata la legge Basaglia ma purtroppo inattesa per oltre venti anni. Quel che manca ai malati - ha concluso la scienziata - sono le strutture alternative. Spero che ora finalmente si facciano". (ANSA).

 

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