Depressione: crescono le forme "sotto-soglia"

dal GIORNALE di BRESCIA del 8 Gennaio 2001

Soltanto un paziente depresso su quattro consulta il medico e viene curato in modo adeguato, mentre sono in crescita le forme cosiddette "sotto-soglia", cioè non riconosciute. Il dato emerge da una ricerca condotta in Sardegna e presentata nel corso del meeting sul tema "Monitorare i costi e garantire la qualità in psichiatria", svoltosi recentemente a Cagliari. Autori dell'indagine i membri dell'équipe del professor Mauro Carta, docente di Clinica psichiatrica dell'Università di Cagliari, che hanno per la prima volta in Italia confrontato campioni di popolazione specifici di una stessa area geografica. Sono state prese in esame 1038 persone, raggiunte con un questionario specifico, di cui 391 a Cagliari, 351 in area rurale e 300 nell'area mineraria del Sulcis. "I risultati globali rivelano che la presenza di depressione maggiore è estremamente elevata, dal momento che il 13,8 per cento dei soggetti interpellati ha sofferto almeno di un episodio depressivo nel corso della vita" spiega il professore Mauro Carta. "Il 2,2 per cento del campione è risultato affetto da fobìe sociali, mentre in oltre il 2,9 per cento del campione sono stati registrati attacchi di panico (più frequenti nelle donne, con un rapporto maschi/femmine di 1:2,5. Percentuale che sale a 1:4 se all'attacco di panico si unisce anche l'agorafobia, ossia la paura di trovarsi in mezzo alla gente)". Analizzando i dati in base alla provenienza dei soggetti, è emerso come nella popolazione che abita in città la situazione sia globalmente più preoccupante, dal momento che a Cagliari il 7,1 per cento degli individui interpellati presentava una forma depressiva, contro il 2,8 per cento delle aree rurali. Ancora peggiore la situazione nelle zone minerarie del Sulcis, dove il tasso si aggira intorno al 9,7 per cento. Più preoccupante è il livello di sottostima del problema da parte dei soggetti stessi. La ricerca ha messo in evidenza come solo un paziente su quattro è seguito da un medico e viene trattato correttamente con farmaci antidepressivi e in pochissimi casi è sottoposto a interventi psicoterapeutici associati. Mentre una larga fascia di persone depresse non è assolutamente curata, o viene per lo più tenuta sotto controllo con ansiolitici, per lo più benzodiazepine. "Sicuramente la situazione sembra migliorata rispetto a quella riscontrata da una nostra precedente indagine condotta dieci anni fa nel Sulcis - commenta il professor Carta -. Oggi i depressi trattati adeguatamente sono globalmente il 26,8 per cento, contro il 7,8 per cento di dieci anni fa. Ma siamo ancora lontani da una situazione ottimale. "La mancanza di un trattamento adeguato non è solo un danno per il paziente, ma si riflette anche sui costi della sanità, che risultano maggiori nelle persone non curate. "Il costo per trattamenti farmacologici sono, infatti, superiori nei depressi non trattati correttamente, rispetto a quelli curati in modo adeguato e supera addirittura la spesa registrata nei malati cronici".

 

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