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Verso il Vertice sulla Salute Menale |
Dal Mattino del 22 dicembre 2000
Psichiatria democratica e Cgil rifiutano di partecipare al coordinamento della prima Conferenza nazionale per la salute mentale, in programma a Roma il 10, 11 e 12 gennaio, e si dicono "nettamente contrari all'impostazione dei lavori" ad essa impressa dal ministro Veronesi. Ma qual è la preoccupazione che anima il clamoroso "gran rifiuto"? In un documento, il segretario nazionale di Pd, Emilio Lupo, e il presidente Rocco Canosa, avvertono che "la Conferenza, più che rispondere alle aspettative di concreta operatività per cui era nata, si caratterizza come convegno tradizionale". Le forti perplessità nascono dal fatto che, per esempio, sono previste "numerose relazioni in tempi ristretti", con la "conseguente, grave penalizzazione del confronto con Governo, Regioni, Comuni e aziende sanitarie locali e senza favorire alcun dibattito". La polemica non si esaurisce qui. Lupo e Canosa si dicono "amareggiati per la predeterminazione con la quale sono state respinte tutte le proposte - avanzate insieme alla Cgil - che tendevano al pieno rispetto del mandato originario, ovvero dar voce agli utenti e agli operatori delle numerose esperienze territoriali". Psichiatria democratica ritiene comunque "importante che l'appuntamento si svolga regolarmente" e annuncia che ad esso "parteciperà in maniera critica attiva per non far mancare il proprio contributo di esperienze e di lotte per la promozione reale della salute mentale in Italia". La presa di posizione dello storico gruppo che si ispira a Franco Basaglia non manca di suscitare reazioni. Franco Carella, presidente della Commissione sanità del Senato, dice pacato: "Sono stato tra i fautori della Conferenza, ritengo che non debba essere un momento celebrativo bensì occasione per mettere a confronto le varie esperienze che i diversi soggetti hanno messo in campo in questi anni. Condivido le perplessità espresse da Psichiatria democratica e dalla Cgil. Mi auguro che comunque nei tre giorni siano alla fine previsti adeguati spazi di confronto". E Marida Bolognesi, presidente della commissione sanità della Camera: "Voglio parlare con il ministro Veronesi, spero che sia ancora possibile modificare il programma della Conferenza per innestare momenti di serio dibattito. Coloro che nella sanità operano ogni giorno non possono essere esclusi dal confronto". (e. c.)