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ORZINUOVI: Miliardi della Fondazione per malati di mente |
L'iniziativa generosa di un imprenditore che acquista un appezzamento per una Comunità psichiatrica
La sensibilità di una famiglia orceana, il progetto del dott. Valent e l'impegno del Comune
dal GIORNALE di BRESCIA del 15 Dicembre 2000
ORZINUOVI - Circa cinque miliardi di spesa, uno spazio di undicimila metri quadri, millequattrocento metri di superficie calpestabile. Una struttura a cascina, con fienile riadattato a nuove funzioni, laboratori, servizi avanzati, uffici. Il complesso che unirà Fondazione e Comunità contro il disagio psichico, almeno dieci gli utenti, tra i 20 e i 40 anni, sorgerà a Orzinuovi, nella prima campagna, duecento metri dopo il cavalcavia della provinciale, che da Roccafranca porta nel centro della Bassa occidentale, sulla sinistra per chi va verso Chiari. Dunque, la vicenda moralmente rilevante è che il mecenate non vuole assolutamente che il suo nome compaia. Poi si dirà che tanto si sa. Ma, sul giornale, il nome non lo vuole. Capito! Questo accade nei giorni in cui molti di noi, per finire tre secondi sotto i riflettori, sono disposti a finire tre secondi sotto le ruote di un bilico. Fondazione Sagittaria è appena nata, solida, composta da privati e da istituzioni pubbliche. Cioè da quel privato, che impegna due altri rappresentanti del mondo economico a far parte della Fondazione, oltre al Comune e al dott. Graziano Valent, psichiatra del Centro Psicosociale, inventore e sostenitore del progetto di recupero di alcuni soggetti affetti da disagio psichico della zona - certo, i nostri stupendi matti - progetto che cammina da diverso tempo e trova momentaneamente ospitalità, altrettanto generosa, nella cascina Gavazza della famiglia Zanotti. Fondazione Sagittaria è solida ed esemplare, si diceva, per la donazione costosa, concreta e silenziosa e non pelosa, avara e proclamata. "Fondazione Sagittaria" è la casa madre della futura comunità psichiatrica aperta, cioè autenticamente antisegregatrice, nata per recuperare dinamicamente, cioè per l'esistenza che si potrà, tutta o in parte, i nostri amabilissimi matti. Che matti sono per comportamenti irregolari e matti non sono per una sensibilità spesso posseduta alta e irraggiungibile, tant'è che sono matti anche per queste misure diverse nel comprendere la realtà. Meglio chiamarli matti piuttosto che con nomi intransitabili, incomprensibili come psicotici e via dicendo. Un matto non è più un disonore, non si deve più nascondere. Il matto è in noi e deve rimanere tra noi. La Fondazione Sagittaria nasce per ospitare giorno e notte, part-time e full-time, il desiderio di un equilibrio mentale accettabile. Non tanto per parcheggiare le persone fisiche affette da disagi psichici quanto piuttosto per rivestirle di quel progetto, che cammina da diversi anni e recupera la solitaria disperazione, giocata nel profondo del soggetto e nel psicodramma della famiglia aggredita da un male che sembra un poco meno oscuro. Prima, i nostri matti rimanevano sospesi nelle nostre case. Si annullavano e annullavano la vita di interi gruppi familiari. Ogni tanto qualcuno scompariva, stanco di subire le torture della mente. Stanco di vedere compassione intorno a sè e una fiacchezza confusa quotidianamente mortale. Si nascondeva. La pianura bresciana ha sempre nascosto i suoi matti. Quando ha potuto ha celebrato il loro genio. Ricordate Ligabue, proprio a Orzi- nuovi? Il progetto di Valent, che cammina tutti i giorni, è questo: una decina di persone lavorano alla cascina Gavazza, lucidano mobili, tirano a restaurare. Un altro gruppo prende i manufatti sistemati, cassapanche, vetri, quadri, cornici e li vende in un negozio nel pieno centro di Orzinuovi. Il negozio è gestito insieme alla cooperativa Nuvola, che è parte integrante dell'attività. Un altro gruppo, ancora, bussa alle porte di questa area della Bassa di cinquantamila anime, sale nei solai, porta via le cose apparentemente morte che riprendono, poco dopo, il vigore lucido impresso, pensate un po', dai matti. La sera tornano nelle loro case, a Dello, Quinzano, Orzinuovi, Lograto, Maclodio. Una volta, molti sarebbero finiti in manicomio. Tornano sorridenti, dicono i genitori. La mattina sono alla cascina, in bottega, sui solai. Il ciclo è questo. Alcuni, quattro, sono dentro la comunità, completamente. Dormono al Centro diurno: staccano al pranzo, la sera cenano e si coricano qui. Li assiste un volontariato preparato. Ora tutto verrà portato negli spazi e nel verde naturale della Fondazione Sagittaria. "Il Comune - spiegano il sindaco Paiardi e l'assessore Farina, che hanno seguito in particolare l'operazione - sta adottando la variante al Piano regolatore per trasformare l'area nella destinazione pensata. In questo caso bastano sessanta giorni. Ringraziamo a nome della comunità la sensibilità di una famiglia che destina un capitale a favore del sostegno dei più deboli. È un atto che illumina certi momenti scuri. È uno stimolo per tutti, un esempio che potrebbe portare altri frutti...". Bocche cucite per il resto. Vincono pudore e scaramanzia. Il motore dell'iniziativa, il motore intellettuale e specialistico è il dott. Graziano Valent. La coincidenza umana, la speciale coincidenza che porta al centro del triangolo, il progetto attivo e il capitale, nasce vicino agli spazi dei nostri matti: il mecenate si muove conoscendo l'esigenza di chi soffre. Un'altra coincidenza è la buona volontà e la bella intenzione di un'Amministrazione comunale, che entra nella partita con tutto il peso della sua autorevolezza e del suo potere. Evviva. Se il diavolo non ci mette la coda, tra un paio di mesi, i tecnici infangheranno i loro stivali nelle lame di una terra che qui si abbassa e va incontro al tramonto del sole. L'architetto Gigi Pezzoni e l'avv. Angelo Gippopni sono della partita. Fanno parte della Fondazione, controlleranno la consistenza della lama, la forza del progetto su una terra pronta a sostenere fino alle viscere l'antica angoscia, finalmente inscheletrita, di certi suoi mali. Tonino Zana