Pazienti psichiatrici secondo Ulivo e Prc

 

dal GIORNALE di BRESCIA del 8 Dicembre 2000

Una "battaglia per la legalità e la civiltà". Così si esprimono gli esponenti di Rifondazione comunista circa la posizione assunta sulla questione dell'ex Ospedale psichiatrico. E, in particolare, sul trasferimento di 18 pazienti del Crh (Centro residenziale per handicappati) al reparto 2 la cui chiusura, prevista dal progetto Asl, determinerebbe un ulteriore trasferimento nei restanti tre reparti. Se ne è parlato ieri nella sede della federazione provinciale, dove sono intervenuti i consiglieri regionali Mirko Lombardi (Prc), Claudio Bragaglio (Ds) e Guido Galperti (Ppi), affiancati da Aldo Chiossi ed Elia Mirco dell'associazione "Alleanza per la salute mentale" e Piera Taglietti del Movimento per i diritti del malato. "Partiamo dal presupposto culturale, politico e istituzionale che l'istituto non esiste più, quindi non è più possibile mettere i pazienti con base psichiatrica in strutture di tipo ospedaliero - osserva Mirko Lombardi -. Queste devono essere sostituite da nuclei abitativi che, pur nelle difficoltà oggettive, rispettino la dignità delle persone e s'avvicinino il più possibile all'idea di residenza. Il Piano socio-sanitario regionale dice che i luoghi residenziali devono ospitare un massimo di 20 pazienti. Ma nessuno di quelli in cui sono stati ristrutturati i vecchi reparti rientra in tale limite, anzi contano dai 30 ai 37 pazienti. E i numeri sono cresciuti in questi ultimi giorni, dopo la chiusura del reparto 11, che versava in condizioni di fatiscenza e degrado". Si presenta dunque un tendenza peggiorativa, dicono nella sede del Prc, che rischia di "trasformare una situazione provvisoria in definitiva", almeno nella prospettiva di un'edificazione a lungo termine di una nuova struttura. La richiesta che emerge, anche dai rappresentanti delle associazioni, è "un miglioramento della qualità della vita dei malati". Un obiettivo ottenibile, sottolineano Galperti e Bragaglio, con il semplice rispetto delle norme previste dal Piano socio-assistenziale della Regione, la quale "risponde evidentemente ad una concezione legata al bilancio anche per gli aspetti di maggiore sofferenza sociale e per il servizio pubblico". Una soluzione contingente viene poi indicata nell'utilizzo del reparto 6, che "potrebbe essere riadattato ed inserito nel circolo della riorganizazione complessiva". Una nota di merito va invece al comportamento del personale sanitario, "fortemente preparato e motivato a svolgere un lavoro pesante e difficile". "Poniamo piuttosto delle responsabilità precise a livello istituzionale - rimarca Bragaglio - e non accettiamo il palleggio fra Asl, Ospedale e Regione". (a. l. ro.)

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