.FINANZIARIA: EMENDAMENTO GOVERNO, 12 MLD PER SALUTE MENTALE

(ANSA) - ROMA, 6 DIC - Un emendamento del governo porterà in finanziaria 12 miliardi in tre anni per la prevenzione della salute mentale, e prevederà, fra l'altro, una campagna contro il pregiudizio nei confronti dei malati. Lo ha assicurato il sottosegretario Fumagalli Carulli, nel corso di un incontro con la consulta nazionale di salute mentale. A renderlo noto al termine dell'incontro è stato il coordinatore della consulta mentale, Massimo Cozza, che ha anche illustrato i particolari dell'impegno del governo. La campagna di prevenzione del ministero della Sanità costerà nei prossimi 3 anni un miliardo l'anno e 3 miliardi per tre anni serviranno a promuovere una rete di prevenzione che coinvolgerà i dipartimenti di salute, medici di base e scuole con il coordimento dei distretti sanitari. Il sottosegretario ha anche assicurato il suo impegno per sensibilizzare le regioni per il recempiento del progetto obiettivo di tutela della salute mentale e per un impegno a destinare almeno il 5% dei fondi sanitari regionale per le attività di salute mentale. Ma la consulta ha anche chiesto che il ricavato delle vendite o affitti delle strutture degli ex manicomi vengano utilizzati dalle Asl esclusivamente per progetti di salute mentale,cosa che ora non avviene. La consulta ha infine chiesto un cambiamento delle funzioni dell'osservatorio di salute mentale con compiti di promozione e verifica dell'attuazione del progetto obiettivo nelle regioni. "Finalmente - ha spiegato Cozza - dopo mesi di nulla di fatto, grazie anche alla sensibilità dei sottosegretari Carulli e Rocchi e del Presidente della Commissione Sanità del Senato Francesco Carella, abbiamo registrato una prima disponibilità da parte del Governo, che dovrà concretizzarsi nei prossimi giorni. Adesso chiediamo che anche le Regioni riconfermino gli impegni già presi nella destinazione di risorse. Solo con un reale e globale coinvolgimento del Governo e delle Regioni si potrà realizzare una Conferenza di impegni da parte delle istituzioni e non una vetrina scientifica alla quale non intendiamo partecipare"

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