Programma "contro lo stigma" dell'Irccs "S. Giovanni di Dio" Malati, non "matti"

Inchiesta tra gli studenti: non hanno pregiudizi

 

dal GIORNALE DI BRESCIA, 3 dicembre 2000

 

    

Gli studenti del liceo non hanno paura dei malati di mente. Sì, c'è qualche incertezza quando ai ragazzi viene chiesto un maggior coinvolgimento personale, ma c'è grande apertura alla conoscenza e all'approfondimento. L'analisi delle risposte fornite da un gruppo ristretto di giovani dell'Arnaldo ai quali è stato somministrato un questionario pilota sullo stigma e la malattia mentale ha dunque già fornito qualche dato di riflessione. L'indagine rientra nel programma di lavoro dell'Associazione mondiale di Psichiatria che - per quanto riguarda il nostro Paese - ha individuato nell'Irccs "Centro S. Giovanni di Dio" Fatebenefratelli il centro di riferimento. "Per tentare di combattere lo stigma che ruota intorno alla malattia mentale non servono campagne dirette alla popolazione generale - sostiene Giuseppe Rossi, responsabile scientifico del progetto -. Per questo abbiamo individuato alcuni "gruppi bersaglio". Il progetto del primo anno riguarda il mondo della scuola. Seguiranno i mezzi di comunicazione, il mondo del lavoro, gli utenti e i loro famigliari". Dunque, il mondo della scuola. La scelta del gruppo è stata fatta sia perchè - è ovvio - l'educazione dei giovani costituisce una base per il futuro, sia perchè è proprio nell'età degli studi superiori che si manifestano i primi sintomi di alcune patologie psichiatriche. La schizofrenia, ad esempio, esordisce tra i 17 e i 20 anni: in Italia ne sono colpite 600 mila persone. Una malattia che, se diagnosticata tempestivamente, permette a due persone su tre colpite di tornare a condurre una vita normale. "L'intervento sul gruppo degli studenti si caratterizza, quindi, non solo come progetto per ridurre lo stigma e la discriminazione nei confronti di chi soffre di un disturbo mentale, così come richiesto dal progetto più generale dell'Associazione mondiale di psichiatria, ma anche e più in generale come metodo di prevenzione del disagio giovanile e dei disturbi psichici e per la promozione della salute mentale e del benessere scolastico", puntualizza il dott. Rossi. Per ora all'iniziativa hanno aderito il liceo Arnaldo, il Calini, il Gambara, il Moretto e l'Itis. La campagna anti-stigma nelle scuole inizia in questi giorni e durerà per tutto l'anno scolastico. Dall'analisi dei risultati del primo questionario somministrato a 54 studenti dell'Arnaldo è emerso che la malattia mentale più citata è la schizofrenia. Ancora, oltre la metà degli studenti non conosce qualcuno che soffra di malattia mentale. Il 91% non avrebbe paura a parlare con qualcuno che in passato ha sofferto di un disturbo psichico; il 70% non avrebbe problemi a stare nella stessa classe con qualcuno dichiaratamente malato; il 54% sostiene che potrebbe tranquillamente diventare amico di qualcuno che soffre di disturbi di tipo psichico e, infine, il 46% non si sentirebbe in imbarazzo se i suoi amici sapessero che qualcuno della sua famiglia soffre di malattia mentale. Un gruppo di studenti, per ora ristretto, che dimostra di avere buone informazioni - senza stereotipi, ad esempio - sulla malattia mentale. Ritiene, infatti, che i malati di mente siano violenti, oppure siano meno intelligenti delle persone normali e che abbiano anche capacità lavorative. I ragazzi, tuttavia, non posseggono informazioni chiare su aspetti più tecnici delle malattie mentali, quali cause, trattamenti, condizioni di vita dei malati. Anna Della Moretta HOME