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SALUTE MENTALE,600.000 MALATI IN ATTESA DI STRUTTURE |
(ANSA) - ROMA, 22 NOV - Almeno 600.000 in Italia, soprattutto giovani intorno ai 20 anni, soffrono di disturbi mentali gravi come schizofrenia e psicosi maniaco-depressive. "Aumentano al ritmo di 6.000 l'anno, ma da oltre 20 anni attendono medici e strutture", hanno detto i responsabili della Consulta nazionale per la salute mentale, nella protesta organizzata oggi a Roma.
Le richieste della Consulta sono contenute in alcuni emendamenti alla Finanziaria per 5 miliardi, ora all'attenzione della Commissione sanità del Senato. Gli emedamenti, ha rilevato il responsabile della Consulta, Massimo Cozza, prevedono il finanziamento di progetti di prevenzione e assistenza, la promozione di un'Agenzia nazionale per la salute mentale. Si prevede inoltre di ripristinare la destinazione vincolata del ricavato dalla vendita degli ex ospedali psichiatrici ad attività per la salute mentale. Positivo il commento del presidente della Commissione sanità del Senato, Franco Carella. "Ma adesso - ha rilevato - dovremo fare i conti con la Commissione bilancio". C'é inoltre una possibilità, ha proseguito, di trovare fondi per la salute mentale nell'ambito delle risorse già assegnate dalla Finanziaria alla sanità e in particolare alla ricerca biomedica.
Alla salute mentale è destinato teoricamente il 5% della spesa sanitaria regionale, ma di fatto questa somma in moltissimi casi non viene spesa, ha rilevato il presidente dell'Unasam (Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale, uno dei promotori della Consulta), Ernesto Muggia. "Ci vogliono strutture e personale - ha aggiunto - perché i finanziamenti diventino effettivi. Mancano operatori, spazi, interventi di riabilitazione per evitare che queste malattie, che compaiono in età molto giovane, diventino croniche, iniziative per la formazione dei medici di base per favorire la diagnosi precoce".
Dopo la Finanziaria, la prossima scadenza sarà la Conferenza nazionale sulla salute mentale, in programma per gennaio 2001, "la prima organizzata dopo i 22 anni dall'approvazione della legge 180", ha rilevato Cozza. Dovrà però essere, ha concluso, "una conferenza di impegni da parte delle istituzioni, non una vetrina scientifica. Solo in questo caso parteciperemo".