PAZIENTE SUICIDA, PSICHIATRA CONDANNATO

 

dal Corriere della Sera del 15 novembre 2000

 

E' il direttore di una famosa clinica di Appiano Gentile. "Era affetta da sindrome depressiva"

APPIANO GENTILE (Como) - La paziente si è uccisa, lo psichiatra è stato condannato: omicidio colposo. È successo al fondatore e direttore della clinica dei vip, "Le betulle", di Appiano Gentile. Secondo il giudice di Como il medico sarebbe responsabile del suicidio di una paziente affetta da gravissimi disturbi psichici. Augusto Guida, 78 anni, psichiatra milanese, responsabile della clinica avrebbe "cagionato il decesso per colpa" di una donna di 64 anni, reduce da tre tentativi di suicidio e "affetta da sindrome depressiva psicotica". Ne è convinto il sostituto procuratore Claudio Galoppi, che in aula ha chiesto la condanna dell'imputato a un anno e nove mesi. E ne è convinto anche il giudice Mauro Ianigro, che ha abbassato la pena a un anno di reclusione (con la sospensione condizionale), ma che comunque ha riconosciuto il dottor Guida colpevole di omicidio colposo. "Il nostro assistito è innocente - commentano convinti gli avvocati difensori, i legali milanesi Federico Stella e Fulvio Simoni -. Il professor Guida ha realizzato e messo in atto con scrupolo la legge Basaglia, che sta alla base dell'ordinamento per il trattamento delle malattie mentali". I fatti risalgono a tre anni fa. Il 30 giugno del '97 Clara Piccinetti, 64enne comasca, viene affidata dalla figlia ai medici della casa di cura di Appiano Gentile. La donna ha già tentato il suicidio, e nei dieci giorni trascorsi nella clinica viene salvata in extremis altre tre volte. Secondo le diagnosi medica la 64enne di origini toscane soffre di sindrome depressiva psicotica. Neppure due settimane più tardi, però, Clara Piccinetti muore. Suicida dopo un volo dal quarto piano di un'abitazione. Secondo quanto accertato dall'inchiesta della Procura di Como la paziente, il 10 luglio, viene affidata dai medici della clinica di Appiano Gentile alla custodia di un'accompagnatrice volontaria, priva di specializzazione medica o infermieristica. Il direttore delle Betulle, stando alle contestazioni del pm Claudio Galoppi, non avrebbe informato l'accompagnatrice, Maria Morandi, volontaria della cooperativa di servizio Gaia, della propensione al suicidio della paziente. Clara Piccinetti e la volontaria (inizialmente indagata dalla magistratura, ma poi prosciolta da ogni accusa) vengono autorizzate a uscire dalla clinica. Un fatto che, secondo l'accusa, avrebbe determinato un "aumento del rischio" di suicidio della donna. È stata proprio questa autorizzazione a mettere nei guai il fondatore della clinica. La 64enne viene accompagnata nell'abitazione della volontaria, a Luisago. Una volta all'interno della casa chiede di poter andare in bagno, si chiude all'interno, apre la finestra e si getta nel vuoto. Un volo di quattro piani. Fatale per la paziente, che è morta sul colpo. Il processo era iniziato nel marzo scorso. Un dibattimento lungo e complesso. Con la difesa che ha portato avanti la tesi secondo la quale con la legge Basaglia del '78 lo psichiatra non può trattenere coattivamente chi si sottopone volontariamente a una terapia, dunque il direttore delle Betulle, secondo i legali, non aveva alcun potere di controllo nei confronti della paziente. E con l'accusa che, per contro, ha sempre sostenuto che quel potere esiste, tanto che il pm ha espressamente contestato all'imputato l'omissione dell'obbligo di sorveglianza da parte del direttore della clinica dei vip. Schermaglie terminate soltanto con la lettura delle decisioni del giudice: colpevole. Un anno di reclusione e pagamento del danno alla figlia della donna, che si è costituita parte civile. Quasi certo il ricorso in appello. "Ora attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza", precisa l'avvocato Federico Stella, legale di Augusto Guida, nonché tra gli estensori della legge Basaglia. Che conclude: "Ho intenzione di aprire un dibattito per vedere come la normativa sulle malattie mentali è stata realizzata in tutti i presidi italiani".

 

di Paolo Moretti

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