![]() |
lettera aperta del Movimento democratico per la salute mentale (Campania) |
Assemblea del 5 ottobre 2000 e riunioni successive delle Sezioni
A
Agostino PIRELLA (Presidente onorario di Psichiatria Democratica),
Rocco CANOSA (Presidente di Psichiatria DemocratIca), Franca BASAGLIA, Mario
Grazia COGLIATI, Vito D'ANZA, Giovanna DEL GIUDICE, Peppe DELL'ACQUA,
Maria Grazia GIANNICHEDDA, Tommaso LOSAVIO, Vieri MARZI, Mario
NOVELLO, Franco ROTELLI, Paolo TRANCHINA, Ernesto VENTURINI
------------------------------------------------------------------------
Coloro che hanno firmato questa lettera hanno dato vita in Campania, negli ultimi quattro anni, al Movimento democratico per la salute mentale che pienamente si riporta ai programmi e alle prassi di Psichiatria Democratica, nella forma originale in cui sorsero e si affermarono negli anni 1965-1978 e nella necessaria e conseguente evoluzione epocale. in un crescente interesse ai temi dell'autonomia territoriale, dell'antagonizzazione delle regressioni istituzionali, dell'adesione agli orizzonti epocali.
La nascita del Movimento seguiva un lungo periodo di opposizione parziale e inefficace al revisionismo psichiatrico ed etico di Psichiatria Democratica in sede regionale Campana9 periodo in cui tutti i compagni che avevano avuto in Campania un ruolo determinante nella nascita del movimento e nelle lotte degli anni 1965-1990 furono emarginati. espulsi o duramente ostacolati nel loro lavoro alternativo.
I motivi che spiegano la nascita di una struttura alternativa di movimento in Campania furono esposti, in rapida ma completa sintesi, nell'intervento che il Comitato direttivo del Movimento democratico per la salute mentale fece nella riunione di Napoli dell'8 settembre u.s. (Ministero della Sanità e Regione Campania ufficialmente: Azienda sanitaria locale Napoli I e Psichiatria democratica in realtà). Nonostante che la riunione fosse stata organizzata a numero chiuso, gli aderenti del Movimento affluirono numerosi, ottenendo presenza e parola con i metodi di contestazione degli anni 60-70: peccato grave che questa forma di oppostzione9 inventata da noi del movimento psichiatrico alternativo per contrastare lo strapotere della SIP baronale di allora, debba essere oggi usato contro Psichiatria Democratica!
Poiché riteniamo che tutti i punti dl quell'intervento del Movimento abbiano rilevanza politica nazionale, Ve ne accludiamo una copia. Quel documento completa questa lettera e fornisce evidenza di alcuni eventi locali significativi: alcuni di Voi in indirizzo erano peraltro presenti a quella manifestazione.
Ma, si diceva, i fatti locali non sono mai isolati o avulsi da contesti più ampi. Da più parti viene portato un attacco ormai sempre più esplicito ai traguardi raggiunti dalle forze democratiche nel campo della Salute Mentale con la legge 180.
Le continue proposte e pratiche, messe in atto da buona parte della psichiatria, tese a far tornare la stessa a una funzione di controllo sociale (gli SPDC privati in Emilia, la situazione drammatica dei servizi in Lombardia. l'incredibile vicenda della falsa dimissione dei pazienti ex O.P. a Palermo, il tentativo fatto in Campania - approfittando della recente istituzione del 118 - di far tornare il momento dell'emergenza alla gestione ospedaliera e non più a quella territoriale), impongono una riconsiderazione del senso e del ruolo che i movimenti e le associazioni degli operatori democratici debbono assumere in questa fase.
Líobbligo-necessità dl andare a un confronto su questi argomenti per la costituzione di un fronte reale nel paese, unico argine possibile alla restaurazione in atto, assume cosi carattere dl estrema urgenza e comporta una necessità di unità del movimento alternativo.
Questa unità è difficile da raggiungere se Psichiatria Democratica non riprende la sua centralità nelle lotte e nella proposta di pratiche alternative estese. Ma le pratiche alternative sono state abbandonate e svendute. il territorio è visto, nel migliore dei casi, come una modalità spiccla di assistenzialismo diffuso. Non si parla più di tutti i grandi temi di emancipazione, di crescita, di autonomia, di spinta all'autostima dell'utenza territoriale.
La presenza di Psichiatria Democratica è ridotta alla partecipazione a Istanze ministeriali e regionali, a commissioni di concorso (soprattutto primariali), a manifestazioni di parata. Completamente estinto è il grande dlscorso scientifico di Psichiatria Democratica (un' antropologia alternativa pratica al di là delle pslchiatrie e della stessa salute mentale), discorso che fu tanto fortemente sentito e praticato da F.co Basaglia, F.ca Basaglia, Pirella, MInguzzi, Risso, Misiti, da tutti Voi in indirizzo e da noi che Vi scriviamo.
All'offensiva politica contro le conceziorii alternative non si risponde più con la lotta e con la prassi avanzata, innovatrice, creativa, centrata sulle esigenze della gente, immersa nel suo tempo, ma con la resa gabellata da trattativa politica e da accordo polltico-amministrativo o ministeriale. I nuovi grandi temi aperti dal farsi mondiale della comunicazione, dalla multietnicità e dalle migrazioni. dalla globalizzazione capitalistica e dalla nascente sua antagonizzazione mondiale, della fratellanza e del pari diritti del popoli e delle genti, della riappropriazione della <cura> da parte della comunità territoriale, dall'eventuale dimensione europea dei movimenti dì alternativa alla psichiatria, non sono stati mai nemmeno accennati, nemmeno iniziati da parte dì una Psichiatria Democratica sempre più ridotta a un museo di un passato, peraltro fin troppo evidentemente tradito.
E altro non Vi diremo di un discorso che, fatto analiticamente, sarebbe assai più lungo.
* * *
Gli aderenti del Movimento democratico per la salute mentale altra speranza non hanno che non sia quella che, al più presto. in Campania. le forze del movimento antiistituzionale e di alternativa alla psichiatria possano riunificarsi sotto il nome glorioso e calpestato di Psichiatria Democratica.
Questo non sarà possibile finché la Segreteria Nazionale di Psichiatria Democratica non infrangerà il suo colpevole e omertoso silenzio sulla terribile vicenda di Villa San Vincenzo di Lettere, dove 300 malati mentali, di cui 160 di Napoli sono stati accumulati e stratificati in una comunità autorizzata come casa di riposo per 30 anziani (Proc. Repubblica di Torre Annunziata), finché non denunzierà con la forza necessaria il riproporsi sempre più frequente di pratiche di contenzione fisica nei servizi ospedalieri di diagnosi e cura della Campania, finché non farà un'autocritica profonda sul ritardo e sulle forme del processo di dismissione dell'Ospedale psichiatrico Bianchi di Napoli, finché non riprenderà quel ruolo di stimolo sul dibattito culturale, sociale e scientifico che aveva sempre caratterizzato il movimento anti-istituzionale italiano.
Gli aderenti del Movimento democratico per la salute mentale esprimono la speranza che vi sia un cambiamento di questa situazione e che la Segreteria Nazionale di Psichiatria Democratica torni ad essere tenuta da un compagno con le idealità, la metodologia e la pulizia politica e morale consone a tale compito, ancora cosi importante, ancora così decisivo.
In questo caso essi chiederebbero subito di poter ritornare, finalmente!, all'appartenenza a Psichiatria Democratica o, per i più giovani. d'inìziarla.
Con questa lettera gli aderenti del Movimento democratico per la salute mentale sì prendono in pieno le loro responsabilità. Ma occorre ora che Voi Vi prendiate le Vostre!
I QUADRI DIRIGENTI e GLI ADERENTI DEL MOVIMENTO DEMOCRATICO SALUTE MENTALE
CAMPANIA