Le STRUTTURE RESIDENZIALI PSICHIATRICHE

 

 

Risultati preliminari del progetto 'PROGRES' realizzato dall'Istituto Superiore di Sanità su tutto il territorio nazionale.

 

In stampa in Salute e Territorio

 

Il Gruppo Nazionale PROGRES è coordinato da G. de Girolamo, P.L. Morosini, A. Picardi (Istituto Superiore di Sanità, Roma). Esso comprende R. Micciolo (Università di Trento) (consulenza statistica e metodologica) ed i seguenti Responsabili Operativi Regionali: P. Argentino, M. Casacchia, P. Ciliberti, G. Civenti, A. Colotto, G. Dell'Acqua, P. Di Iorio, W. Di Munzio, G. Fagnano, A. Fioritti, N. Longhin, M. Miceli, M. Nicotera, M. Pisetta, R. Putzolu, E. Rossi, M.E. Rotunno, G. Santone, D. Semisa, R. Tomasi, P. Tulli, E. Zanalda. Il Gruppo Nazionale PROGRES si avvale inoltre dei seguenti consulenti scientifici: F. Amaddeo (Università di Verona), P. Bonizzato (Università di Verona), B. D'Avanzo (Istituto Mario Negri, Milano), G. Ditta (Ministero della Sanità, Roma) , I. Falloon (Perugia) e L. Frattura (Istituto Mario Negri, Milano).

 

Gli altri ricercatori partecipanti al progetto PROGRES sono: F. Basile, G. Bazzacco, G. Borsetti, R. Bracco, E. Caroppo, L. Caserta, F. Di Donato, V. Di Michele, R. Esposito, M. Facchini, S. Ferraro, P. Gabriele, D. Gallicchio, D. Genovese, A. Greco, M.L. Peligra Avarino, F. Picoco, L. Pinciaroli, C.A. Rossetti, V. Scrofani, G. Soluri, M. Stefani, A. Svettini, A. Vannini.

 

1. INTRODUZIONE

 

Sono ormai passati più di 22 anni dall'approvazione della Legge 180, che ha profondamente mutato lo scenario dell'assistenza psichiatrica in Italia. Una delle conseguenze più rilevanti prodotte dalla chiusura degli O.P. e dal passaggio a modalità di assistenza di tipo comunitario è stata rappresentata, oltre che dall'attivazione del Dipartimento di Salute Mentale (DSM) che con differenti articolazioni ad efficacia coordina la rete del Servizio di Salute Mentale, dall'apertura, su tutto il territorio nazionale, di Strutture Residenziali (SR). Nonostante che l'apertura e la sperimentazione di molteplici forme di SR abbia rappresentato dappertutto una delle conseguenze più significative del cambiamento promosso dalla Legge 180, le informazioni relative a queste strutture, alla tipologia ed ai bisogni assistenziali dei pazienti che vi sono ospitati, ed alle modalità di trattamento erogate sono state sino ad oggi complessivamente limitate e/o parziali. Tra le poche informazioni, di carattere generale, relative in particolare al numero ed alla tipologia assistenziale delle SR, vanno ricordate quelle raccolte dall'Istituto Italiano di Medicina Sociale nella 3a indagine nazionale sullo stato dell'assistenza psichiatrica in Italia (condotta alla data del 31.12.1996) (Istituto Italiano di Medicina Sociale, 1997) e dal Ministero della Sanità (Ministero della Sanità, 1998); secondo quest'ultima indagine vi erano in Italia, alla data del 1° marzo 1998, 1.057 SR, con una dotazione complessiva di 11.255 posti (pari ad un tasso di 1,96 per 10.000 abitanti). Il rilievo che le SR hanno dal punto di vista della sanità pubblica deriva da molteplici fattori: innanzitutto queste strutture accolgono una popolazione fortemente selezionata, sia in termini di gravità (clinica, psicosociale, ecc.) che di impegno assistenziale, all'interno della popolazione totale assistita dai Dipartimenti di Salute Mentale (DSM); inoltre, l'assistenza erogata nelle SR è fonte di rilevanti costi diretti, sia per il suo carattere intensivo (vi è un elevato rapporto staff/pazienti), che per la lunga durata media della permanenza in queste strutture. Pertanto, in linea anche con quanto sancito dal 'Progetto Obiettivo Tutela Salute Mentale 1998-2000' (d'ora in poi denominato P.O.), l'Istituto Superiore di Sanità ha promosso un PROGetto di ricerca-intervento sulle Strutture RESidenziali (denominato PROGRES) con i seguenti obiettivi: ? realizzare un censimento ed una classificazione delle SR (pubbliche e del privato convenzionato o 'accreditate') presenti nel territorio di tutte le Regioni e Province Autonome (P.A.); ? valutare in maniera approfondita il 20% circa delle SR, e dei pazienti ivi ospitati, ed analizzare i costi diretti (assistenziali) di queste strutture; ? promuovere la formazione degli operatori alla valutazione e definizione di obiettivi riabilitativi individualizzati, ed all'utilizzo di specifiche metodologie di intervento riabilitativo, standardizzate e valutabili, di cui sia dimostrata l'efficacia. L'obiettivo di questo breve contributo è quindi di presentare i risultati preliminari della prima fase del progetto PROGRES, discutendo gli aspetti salienti e le implicazioni che emergono da questa prima parte della ricerca.

 

2. METODOLOGIA

 

La preparazione della ricerca ha comportato un lungo lavoro di contatto con tutti gli Assessorati Regionali (e delle P.A.) alla Sanità: in questo modo è stato possibile ottenere una partecipazione ufficiale di tutte le Regioni (e P.A.) al progetto di ricerca-intervento. Ogni Regione (o P.A.) ha designato un Responsabile Operativo Regionale (ROR), a cui è stato demandato il coordinamento della ricerca nel proprio territorio di appartenenza.

 

2.1 Fase 1: censimento delle SR e dei pazienti che vi sono ospitati

 

Nella prima fase del progetto, sono state censite singolarmente tutte le SR esistenti ed attive nel Paese con 4 o più posti (anche se non tutti occupati). Per individuare le strutture da censire, ci si è rifatti alla definizione di SR contenuta nel P.O., escludendo dal censimento le RSA. Le informazioni sono state raccolte mediante una apposita scheda compilata per ciascuna SR da responsabili dei DSM o delle stesse SR. Con una scheda semplificata complessiva sono state anche raccolte informazioni sulle SR con 1, 2 o 3 posti.

 

2.2. Fase 2: valutazione delle SR, dei pazienti e dei costi diretti

 

Completata la Fase 1, è in questo momento in corso la selezione del 20% delle SR di ciascuna Regione o Provincia Autonoma (P.A.): ciascuna delle SR selezionate sarà accuratamente valutata mediante un questionario ad hoc ('Scheda Struttura') che riguarda sia aspetti edilizi e strutturali (quantità e qualità del personale, dei locali, delle attrezzature e degli arredi), sia il processo assistenziale (tipi di attività programmate e di interventi riabilitativi attuati). Anche i pazienti ospitati nelle SR selezionate saranno valutati in maniera standardizzata dal punto di vista sociodemografico, psicopatologico, assistenziale e del funzionamento psicosociale, mediante una apposita 'Scheda Paziente' individuale. La 'Scheda Paziente' contiene, oltre ad una scheda socio-anamnestica, i seguenti strumenti: la versione italiana della Health Of Nation Outcome Scale (HONOS); la scala di funzionamento personale e sociale FPS (versione adattata della SOFAS tratta dal Global Assessment of Functioning) ed il Physical Health Index. A ciascun paziente viene inoltre richiesto di compilare il questionario dell'O.M.S. (validato anche in italiano) per l'autovalutazione della qualità della vita (WHOQOL-Breve). Inoltre, in alcune SR ed in alcuni pazienti saranno utilizzati due ulteriori strumenti: la International Classification of Mental Health Care (ICMHC) e il Life Skills Profile (LSP). Nella Fase 2 verrà inoltre effettuata una accurata valutazione dei costi diretti, utilizzando a tal fine due distinte versioni dell'Intervista per la valutazione dei Costi dell'Assistenza Psichiatrica (ICAP), di cui una relativa ai pazienti ed una opportunamente disegnata per raccogliere dati sui costi delle strutture.

 

2.3 Fase 3: formazione degli operatori e diffusione di metodologie validate di intervento riabilitativo

 

L'obiettivo della Fase 3 è di promuovere l'adozione di metodologie validate e di dimostrata efficacia per la valutazione delle abilità sociali dei pazienti e la definizione di obiettivi riabilitativi personalizzati nelle Regioni (e P.A.) che ne avranno fatto richiesta, attivando gli opportuni programmi di formazione.

 

3. RISULTATI

 

Tabella 1

 

E' stata appena completata la Fase 1, relativa al censimento nazionale delle SR. La Tabella 1 fornisce il riepilogo nazionale nella dotazione di SR (con 4 o più posti) nelle varie Regioni e P.A., ed indica anche il numero complessivo di posti ed il tasso di posti per 10.000 abitanti; i dati mostrati nella Tabella 1 dovrebbero rappresentare pressoché la totalità delle SR presenti sul territorio nazionale. Al termine della Fase 1 (maggio 2000), esistevano quindi in Italia un totale di 1.377 SR, con un numero totale di posti stimato pari a 17.343 ed un numero medio di 12,6 posti per SR. Come si può vedere, la dotazione di SR è molto variabile tra le varie aree d'Italia. Due Regioni (Campania e Valle d'Aosta) presentano un tasso inferiore a 2 posti per 10.000 abitanti. Si ricorda che questo valore è indicato nel P.O. come standard per la dotazione di SR comprensivo dei pazienti ex-degenti in O.P.; lo stesso P.O. indica uno standard pari ad 1/10.000 per i "nuovi" utenti. Le altre 19 Regioni (e P.A.) hanno tassi più elevati, con 7 Regioni che hanno una dotazione di posti superiore a 4/10.000, ossia più del doppio di quanto previsto dal P.O.

 

Tabella 2

 

La Tabella 2 mostra le caratteristiche salienti delle SR censite sul territorio nazionale; i dati presentati nella Tabella 2 sono relativi al 97% circa delle SR, in quanto per alcune strutture i dati sono giunti in lieve ritardo. Circa 34 delle SR hanno una copertura assistenziale 24 ore su 24; solo una proporzione molto piccola di SR (2,3%) usufruisce di un'assistenza "al bisogno". La maggioranza delle SR (50,9%) è stata attivata negli anni successivi al 1997. Per quanto riguarda la gestione (ossia la direzione organizzativa e soprattutto il personale che vi lavora), i Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) gestiscono direttamente oltre la metà delle SR; il privato sociale ne gestisce poco più del 22%, il privato imprenditoriale circa il 13%, mentre l'11% ha forme di gestione mista. La grande maggioranza delle SR (78,3%) è finanziata direttamente dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), mentre quasi il 10% delle SR riceve finanziamenti da parte di Enti Locali ed il 10% riceve fondi da fonti diverse. Solo poco più del 2% delle SR ospita solo pazienti paganti in proprio. Per quanto riguarda i pazienti ospitati, la maggior parte delle SR accoglie solo (42,8%) o in parte (38,6%) pazienti che non sono stati mai ricoverati in O.P.; solo una minoranza delle SR (18,6%) ospita esclusivamente pazienti ex-degenti in O.P. Nell'11% delle SR sono inoltre ospitati pazienti che sono stati, in qualche momento della loro vita, ricoverati in Ospedale Psichiatrico Giudiziario (O.P.G.). La metà circa delle SR (49,2%) ospita prevalentemente pazienti compresi nella fascia di età tra 40 e 59 anni, mentre circa un terzo delle SR (32,4%) ospita in prevalenza pazienti con un'età inferiore a 40 anni, ed il resto delle SR (18,4%) ospita prevalentemente pazienti di età superiore a 60 anni. Infine, nel corso del 1999 oltre 1/3 delle SR (37,3%) non ha dimesso nessuno degli ospiti, mentre il 31,7% ha dimesso un massimo di due ospiti; il restante 31% ha avuto un turnover più accentuato.

 

4. DISCUSSIONE

 

4.1 I risultati del PROGRES e le loro implicazioni

 

Il progetto PROGRES rappresenta il primo tentativo di condurre una ricerca nazionale, di carattere epidemiologico-valutativo, su un'intera tipologia di strutture assistenziali nate dopo l'approvazione della Legge 180, utilizzando una metodologia a più fasi che parte da un momento descrittivo per arrivare ad uno valutativo. Il primo dato di rilievo che emerge dai risultati preliminari di questa ricerca è rappresentato dalla elevata dotazione di SR in Italia, e dalla recente apertura di gran parte di queste strutture: oltre il 50% di esse sono state infatti attivate dopo il 1997. Un'ulteriore conferma del recente sviluppo delle SR nel panorama dell'assistenza psichiatrica è fornito dal confronto dei dati del PROGRES con quelli raccolti dal Ministero della Sanità al 31.3.1998: a quella data furono censite (sulla base di informazioni fornite dalle Regioni) 1.057 SR, con una dotazione complessiva di 11.255 posti letto (pari a 1,96 per 10.000 abitanti); in soli due anni il numero di SR è quindi aumentato di oltre 300 unità, e la dotazione di posti-letto di oltre il 50%. Permangono, peraltro, sensibili squilibri tra una Regione (o P.A.) e l'altra, che non sembrano giustificati da parallele variazioni nei tassi di prevalenza di utenti dei Dipartimenti di Salute Mentale. Sembra quindi ragionevole sostenere che tali variazioni riflettono piuttosto differenze nella programmazione e nelle politiche adottate, a livello regionale o locale, relativamente alla dotazione di servizi assistenziali, ed in particolare di SR. Inoltre, è anche possibile che vi sia una mobilità dei pazienti (soprattutto verso le SR del privato convenzionato), tale che le SR di alcune Regioni potrebbero ospitare pazienti di altre Regioni. Una verifica di questa ipotesi sarà fatta nella fase 2. Il secondo dato di rilievo è rappresentato dal riscontro generalizzato, in 19 Regioni (e P.A.) su 21, di una dotazione di posti nelle SR che è superiore a quanto raccomandato dal P.O., e che in 7 Regioni (o P.A.) è più che doppia dello standard nazionale raccomandato. Non è facile fornire una interpretazione univoca di questo risultato: si può ipotizzare che lo standard previsto sia sotto-dimensionato rispetto ai bisogni di residenzialità che sono emersi allorquando, chiusi definitivamente O.P., i DSM si sono trovati di fronte alla necessità di fornire un'assistenza residenziale intensiva ai pazienti caratterizzati soprattutto da marcate disabilità, da difficoltà nel funzionamento quotidiano e da insufficiente supporto familiare o sociale. Le informazioni sui pazienti raccolte già nella Fase 1 ci dicono che si tratta di pazienti: - con bisogni assistenziali intensivi, come è mostrato dalla preponderante quota di SR con assistenza 24/24 ore; - in maggioranza con una storia di malattia probabilmente lunga, in quanto quasi il 70% della SR ospita prevalentemente pazienti con più di 40 anni di età, ed è noto che per i disturbi psicotici (le condizioni psicopatologiche più rappresentate nelle SR) l'età più frequente di insorgenza in ambo i sessi è compresa tra i 20 e i 27 anni; - per i quali quindi non è forse facile mettere a punto soluzioni assistenziali alternative alla permanenza in SR, come è dimostrato dal fatto che quasi il 70% delle SR nazionali ha dimesso, nell'intero corso del 1999, un massimo di 2 pazienti, e che quasi il 40% non ha dimesso nemmeno un paziente; - che in gran parte non sono mai stati in O.P.: solo il 18% circa delle SR accolgono esclusivamente pazienti ex-degenti in O.P., mentre la maggioranza relativa delle SR (43%) accoglie solo pazienti mai ricoverati nelle vecchie istituzioni manicomiali. Una proporzione rilevante (circa 1 su 10) delle SR ospita almeno un paziente che è stato ricoverato prima in O.P.G. Quasi l'80% delle SR è finanziato direttamente dal SSN, mentre la restante parte gode di finanziamenti da parte di Enti Locali o di finanziamenti misti. Più della metà sono anche gestite direttamente dai DSM. Nel momento in cui viene preparato questo contributo sta per avere inizio nella maggior parte delle Regioni (e P.A.) la seconda fase del progetto, che consentirà di raccogliere informazioni molto più dettagliate sulle risorse e le modalità organizzative delle SR e di indagare in profondità le caratteristiche sociodemografiche, cliniche ed assistenziali dei pazienti ospitati. In questo modo sarà anche possibile facilitare l'avvio di programmi mirati di formazione degli operatori, al fine di aiutare in modo ancor più efficace a recuperare i livelli più elevati possibili di autonomia e di funzionamento psicosociale nei pazienti trattati, che hanno bisogni assistenziali molteplici e complessi.

 

4.2 Le implicazioni per il futuro

 

I dati raccolti suscitano già alcune riflessioni sulla programmazione dell'assistenza psichiatrica in Italia nell'immediato futuro. In particolare, il fatto che nella maggior parte del territorio nazionale vi sia una dotazione di SR superiore allo standard previsto dal P.O., e che il turnover degli ospiti di queste strutture sia molto basso, fa chiaramente pensare che i DSM si trovano di fronte alla crescente necessità di collocare in strutture residenziali, alternative alle vecchie istituzioni asilari, i pazienti con più marcati livelli di gravità clinica e disabilità, e che presentano una minore risposta agli interventi terapeutici-riabilitativi. Se il turn-over degli ospiti delle SR dovesse rimanere così basso, diventerebbe inevitabile accrescere ancor più la dotazione di posti in SR, dal momento che non è ipotizzabile che l'incidenza di nuovi casi di pazienti lungo-assistiti subisca dei decrementi significativi. E' però possibile pensare che il miglioramento degli interventi riabilitativi possa permettere di trasferire un maggior numero di ospiti a livelli meno intensivi di assistenza, limitando per quanto possibile il ricorso alle SR. Nel prossimo futuro, quindi, sarà necessario adottare delicate scelte di programmazione sanitaria con importanti implicazioni in termini di spesa, che è necessario vengano fatte a partire dai dati e dalle evidenze disponibili: il progetto PROGRES è nato appunto al fine di fornire tali informazioni alle autorità nazionali e regionali di sanità pubblica.

 

4.3 L'assistenza psichiatrica residenziale oggi in Italia: un quadro d'insieme

 

I dati raccolti nell'ambito del progetto PROGRES rendono inoltre possibile stimare con precisione la dotazione di posti residenziali psichiatrici, ospedalieri e non ospedalieri, oggi disponibili in Italia. Ai 17.343 posti delle SR vanno infatti aggiunti 4.406 posti letto negli SPDC (e nelle Cliniche Universitarie non sede di SPDC) e 5.595 posti-letto nelle Case di Cura private convenzionate (de Girolamo & Cozza, in stampa). Vi sono quindi oggi in Italia circa 27.350 posti residenziali psichiatrici; questa cifra va messa a confronto con i 78.538 posti presenti negli O.P. italiani (pubblici e privati) nel 1978 (ad essi andrebbero sommati i posti presenti allora nelle case di cura private, di cui però non si hanno stime attendibili), al momento del varo della Legge 180; in questi 22 anni vi è stata quindi una riduzione pari a 2/3 del totale dei posti residenziali disponibili. A titolo di confronto, negli Stati Uniti, negli anni 1970-92 si è avuta una riduzione di quasi la metà del totale dei posti-letto psichiatrici di vario tipo, inclusi quelli relativi alle SR (da 509.749 a 240.778) (Redick et al., 1996), mentre riduzioni di analoga portata si sono avute nel Regno Unito e negli altri paesi industrializzati. Il problema della dotazione ottimale di posti residenziali, e della ripartizione tra posti ospedalieri e non ospedalieri, rimane un problema di grande rilevanza dal punto di vista della sanità pubblica.

 

5. CONCLUSIONI

 

Il progetto PROGRES sta fornendo importanti informazioni relative ad una tipologia di strutture di centrale importanza per il sistema dei servizi psichiatrici odierni. In un importante editoriale relativo alla Legge 180, pubblicato vari anni or sono, Tansella e Williams (1987) scrivevano che una delle più importanti lezioni da trarre dall'esperienza italiana era che "il monitoraggio e la valutazione sono importanti aspetti del cambiamento: la pianificazione e la valutazione dovrebbero procedere insieme e la valutazione dovrebbe avere, ogni qual volta ciò sia possibile, una base epidemiologica". E' stato da molte parti osservato che purtroppo ciò è mancato nei due decenni seguiti alla Legge 180. Il P.O. 1998-2000 afferma chiaramente la necessità del monitoraggio e della valutazione. Il progetto PROGRES, che cerca di rispondere a queste esigenze, rappresenta un esempio di ricerca sui servizi sanitari, di una ricerca cioè che aspira a riunire acquisizione di conoscenze e cambiamento. Al di là del suo specifico contenuto, l'esperienza fatta con il PROGRES dimostra che è possibile, utilizzando le risorse disponibili all'interno del SSN, e collaborando costruttivamente con l'intero arco dei poteri locali (Regioni, Comuni, AUSL, Aziende Ospedaliere, ecc.) e dei servizi sanitari (DSM, Cliniche Psichiatriche universitarie, strutture private convenzionate), progettare e portare avanti, con efficienza ed in tempi rapidi, progetti multicentrici di ampia portata. Una dei risultati indiretti, ma non meno rilevanti, di studi multicentrici di questo tipo è che essi consentono ad ampi numeri di operatori del SSN di integrare le tradizionali funzioni assistenziali con preziose opportunità di crescita scientifica e di partecipazione ad attività di ricerca. Le prossime fasi del progetto PROGRES consentiranno di dire se la scommessa del PROGRES sarà vinta.

 

RINGRAZIAMENTI: Si ringraziano L. Brambilla (Brescia), L. Magliano (Napoli) e A. Vita (Milano) per la partecipazione alla pianificazione e per la disponibilità alla realizzazione della Fase 3 del progetto, nonchè per i preziosi suggerimenti forniti nella messa a punto del protocollo. Si ringraziano inoltre G. De Carli (Verona), G. Finizia (Verona), A. Lora (Milano) e G. Tibaldi (Torino) per la preziosa collaborazione e l'importante supporto tecnico fornito. Si ringraziano inoltre per la partecipazione C. Busana, G. Canuso, D. Casagrande, A. Citron, M. Colangione, G. Coppola, G. Crisafulli, A. Dallaporta, S. Damiani, M. D'Arpa, T. De Donatis, E. Destro, L. Filippone, P. Fracchiolla, S. Frazzingaro, V. Gallio, W. Gallotta, A. Giammusso, G. Giardina, F. Grilletti, G. Gurgone, G. Ionta, L. Lalicata, D. Lamonaca, M. R. Marinelli, C. Marino, P. Michielin, F. Moni, G. Motta, F. Perez De Vera, F. Piazza, P. Pristinger, C. Romano, P. Roveroni, B. Sanna, A. Santarelli, G. Sapienza, G. Sciacca, F. Scorpiniti, S. Testa, P. Tito, E. Toniolo, A. Zaffarano, G. Zimbalatti, E. Zoccoli.

 

BIBLIOGRAFIA

 

de Girolamo, G. & Cozza, M. (2000). The Italian psychiatric reform: a 20-year perspective. International Journal of Law and Psychiatry, 23, 197-214.

 

Istituto Italiano di Medicina Sociale (1997). Rilevazione delle strutture e dei servizi psichiatrici pubblici e privati e del personale in essi operante alla data del 31.12.1996. Roma: Istituto Italiano di Medicina Sociale.

 

Ministero della Sanità (1998). Stato di attuazione del processo di superamento degli Ospedali Psichiatrici e di realizzazione dei Dipartimenti di Salute Mentale (Legge N. 449/1997), a cura dei Dipartimenti della Prevenzione e della Programmazione. Vol. I and II. Roma: Ministero della Sanità.

 

Redick, R.W., Witkin, M.J., Atay, J.E. & Manderscheid, R.W. (1996). Highlights of organized mental health services in 1992 and major national and state trends. In: Manderscheid, R.W. & Sonnenschein, M.A. (eds.), Mental Health, United States, 1996. DHHS Pub. No. (SMA)96-3098. Washington: Superintendent of Documents, pp. 90-137.

 

Tansella, M. & Williams, P. (1987). The Italian experience and its implications. Psychological Medicine, 17, 283-289.

 

Progetto Obiettivo Tutela della Salute Mentale 1998-2000. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 274, 22.11.1999, pp. 4-13.

 

Tabella 1

 

Strutture Residenziali psichiatriche in Italia: riepilogo nazionale

 

Regioni Strutture Residenziali

 

Regioni -Tot SR -Tot posti residenziali-Tasso posti per 10.000 ab.

 

Piemonte 139 1594 3,71

 

Valle D'Aosta 1 8 0,67

 

Lombardia 180 2075 2,66

 

P.A. Bolzano 19 198 4,36

 

P.A. Trento 14 158 3,40

 

Veneto 113 1379 3,09

 

Friuli Venezia Giulia 55 378 3,18

 

Liguria 38 780 4,73

 

Emilia Romagna 105 1248 3,17 Toscana 89 761 2,15

 

Umbria 41 382 4,61

 

Marche 25 322 2,22

 

Lazio 108 1261 2,41

 

Abruzzo 64 913 7,16

 

Molise 14 203 6,14

 

Campania 61 899 1,55

 

Puglia 94 1215 2,97

 

Basilicata 21 286 4,71

 

Calabria 41 704 3,39

 

Sicilia 118 2165 4,24

 

Sardegna 34 414 2,48

 

TOTALE 1.374 17.343 3,02

 

Tabella 2

 

CARATTERISTICHE SR: RIEPILOGO NAZIONALE

 

Caratteristiche della SR N %

 

INTENSITÀ ASSISTENZIALE Copertura 24 ore su 24 969 72,8

 

Copertura <24 ore 331 24,9

 

Assistenza al bisogno 31 2,3

 

ANNO DI APERTURA Prima del 1990 258 19,4

 

Tra il 1990 e il 1996 393 29,6

 

Dal 1997 ad oggi 676 50,9

 

TIPO DI GESTIONE DSM 706 52,9

 

Privato sociale 297 22,3

 

Privato imprenditoriale 172 12,8

 

Mista 147 11,0

 

Altri Enti pubblici o locali 13 1,0

 

MODALITÀ FINANZIAMENTO

 

Fondo sanitario 1.045 78,3

 

Enti locali 128 9,6

 

Misto pubblico 56 4,2

 

Misto pubblico/privato 77 5,8

 

Soltanto pazienti paganti in proprio 29 2,2

 

TIPO DI PAZIENTI OSPITATI

 

Solo pz. mai ricoverati in OP 570 42,8

 

Anche ex-degenti OP 515 38,6

 

Soltanto ex-degenti OP 248 18,6

 

ETÀ DEGLI OSPITI <40 anni 431 32,4

 

40-59 anni 654 49,2

 

>60 anni 245 18,4

 

DIMISSIONI NEL 1999

 

Nessuna 494 37,3

 

1-2 420 31,7

 

>2 411 31,0

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