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(ANSA) - ROMA, 28 SET - Il diritto per il malato ad essere informato sul disturbo mentale, al consenso personale spontaneo alla cura salvo per i casi previsti per legge, all'applicazione della carta dei servizi, al trattamento medico migliore sul mercato, a non essere contenuto o subire azioni lesive, a non essere istituzionalizzato secondo la logica manicomiale, alla cittadinanza intesa come accesso accesso ai servizi sociali, a una casa e a un lavoro. E ancora il diritto per le associazioni dei familiari, degli utenti e dei volontari, garantito dalle Regioni, a tutelare la salute mentale e poi per gli operatori ad accedere alle risorse strutturali e finanziarie per rispondere ai bisogni dei pazienti, con la garanzia almeno del 5% dei fondi regionali per le attività dei Dipartimenti di Salute Mentale, alla partecipazione per la costituzione delle linee gestionali e cliniche del proprio servizio, al rispetto delle dotazioni organiche e al loro adeguamento, al contratto integrativo, alla formazione ed aggiornamento continuo, al lavoro in equipe ed integrato tra operatori pubblici, privati e di cooperazione sociale ed alla tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro. Sono questi i 16 punti contenuti nella carta dei diritti per la salute mentale presentata nel corso del convegno "Diritti degli utenti e degli operatori per la salute mentale". La carta sarà diffusa in 10.000 copie in tutte le strutture, pubbliche e private che si occupano di disagio mentale.

 

Siamo pronti ad aprire vertenze regionali e locali se i diritti non saranno attuati - ha dichiarato Carlo Podda, segretario nazionale della funzione pubblica Cgil, promotore del documento - in collaborazione con le associazioni scientifiche, dei familiari e di volontariato presenti sul territorio". Podda ha anche annunciato la volontà del sindacato di battersi per la piena attuazione del progetto obiettivo per la tutela della salute mentale la cui applicazione consentirebbe di far funzionare servizi e strutture concepiti in difesa del malato psichico. "Quest'anno sono stati stanziati 12 mila miliardi dai fondi sanitari nazionali - sottolinea - sarà nostro compito scoprire nelle prossime settimane quali sono le risorse a disposizione delle Regioni e come verranno usate".

 

Concorde Massimo Cozza, coordinatore della Consulta Nazionale per la salute mentale. "Non c'è bisogno di cambiare la legge 180 come richiedono alcune associazioni che operano nel settore - dice - ma è sufficiente applicare i meccanismi d'intervento già contenuti nel progetto obiettivo". E aggiunge: "Nel settore mancano 7.000 operatori, che costituiscono il maggior costo ma anche la maggior risorsa, inoltre occorre trovare fondi per la ricerca che non può essere monopolizzata dalle case farmaceutiche ed infine le strutture debbono farsi carico di andare a trovare a casa il malato per fornirgli le terapie di cui necessita

 

IL TESTO DELLA CARTA DEI DIRITTI

 

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