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GIORNALE DI BRESCIA 17 Sett; 2000

LETTERE AL DIRETTORE

Vertenza per la psichiatria

Con questa lettera aperta desideriamo sottoporre all'attenzione dei cittadini bresciani la realtà nella quale operano gli operatori pubblici della psichiatria territoriale a Brescia, realtà afferita all'Azienda ospedaliera &laqno;Spedali Civili». Arriviamo a questa scelta dopo aver cercato una soluzione che tenesse conto delle necessità dell'Azienda e avendo dimostrato disponibilità al confronto: è dal 17 aprile che l'Azienda conosce le nostre richieste, che sono relative ai seguenti punti: · i mezzi di trasporto in dotazione ai Centri psico sociali e ai Centri diurni sono insufficienti e non permetterebbero l'attività domiciliare se gli operatori non utilizzassero i propri automezzi: vanno cioé incontro alle esigenze dei pazienti e dei loro familiari, favorendo in tal modo indirettamente l'Azienda, con una disponibilità non dovuta per contratto ma frutto solamente della loro professionalità di operatori psichiatrici. · In tutto il Dipartimento salute mentale dell'Azienda - Brescia, Montichiari, Gardone Valtrompia con un bacino d'utenza di circa 500.000 abitanti - esiste un solo pulmino di 9 posti utilizzato per le attività riabilitative (uscite, gite, vacanze, trasporto materiali...) di cui non si conosce la proprietà visto che viene utilizzato anche dai reparti dell'ex Ospedale psichiatrico ora passati all'Asl. Chiediamo perciò: 1) l'adeguamento della cifra rimborsata, 406 lire/km, al tariffario medio Aci in vigore per le Aziende private. 2) Il pagamento in busta paga dei rimborsi chilometri nel mese successivo e non dopo tre mesi, tassati, come avviene ora. 3) Aumento della dotazione di automezzi per le visite domiciliari e per le attività riabilitative, in alternativa. 4) Indennità di disagio per gli operatori che svolgono attività fuori dalla sede di servizio per riconoscere all'attività territoriale la stessa valenza dell'assistenza ospedaliera. Non è stata una scelta degli operatori quella di afferire la Psichiatria all'ospedale e non al territorio (Asl): ci rendiamo conto che la visione spedalo-centrica, fatica a misurarsi con tutto ciò che va al di là della cinta muraria dell'Ospedale Civile ma non intendiamo più subire i riflessi di questa scelta politica. È per questo, avendolo comunicato alle Associazioni di familiari durante il convegno promosso l'8 aprile, che dichiariamo fin d'ora l'apertura di una vertenza che ci vedrà obbligati a non utilizzare i nostri automezzi per l'attività domiciliare ma esclusivamente i mezzi dell'Azienda ed i mezzi pubblici da mercoledì 20 settembre 2000. Abbiamo suggerito all'Azienda di dotare preventivamente i servizi territoriali di tessere/biglietti di mezzi pubblici per non arrivare al 20 settembre impreparati a fornire un servizio di cui i pazienti necessitano.

 

MASSIMO FADA Rsu Spedali Civili Brescia

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